Copertina 8

Info

Anno di uscita:2026
Durata:38 min.
Etichetta:No Remorse Records

Tracklist

  1. V.H.S.
  2. SUMMONING THE DEAD
  3. THE VISITORS
  4. CHILDREN OF THE BEAST
  5. INCUBUS
  6. CRIMSON EYES
  7. SOMETHING EVIL (THIS WAY COMES)
  8. DREAMCATCHER

Line up

  • Thanos Metalios: guitars
  • George Bradley: bass
  • Michalis Zounarakis: drums
  • Dimitris Komninos: guitars
  • Tolis Mekras: vocals

Voto medio utenti

A un paio d’anni dall’omonimo debutto che, personalmente, mi aveva stupito positivamente, tornano i greci Leatherhead con un altro disco, a dir poco, scoppiettante.

Violent Horror Stories, uscito sempre per No Remorse Records, ripropone sostanzialmente tutte le peculiarità che avevano contraddistinto il suo fomentante predecessore: uno speed-thrash sporco e, a tratti, articolato, con qualche venatura classic, dominato da veemenza compositiva, velocità esecutiva, chitarre fumanti e una musicalità decisamente velenosa.
L’iniziale title-track, presentata con l’acronimo V.H.S. (sigla leggendaria per chi è stato bambino/ragagzzo negli anni 80/90), è già una chiara dichiarazione di guerra: i Lethaerhead ci vengono introdotti da questa opener assumendo le sembianze di un fiume in piena, il cui unico intento è quello di travolgere tutto ciò che incontrerà lungo il proprio cammino!
Protagonista indiscusso di questo nuovo full-length è il singer Tolis Mekras, con la sua inconfondibile timbrica che, nelle composizioni più tirate, ovvero la già citata V.H.S, la nervosa Summoning The Dead, oppure la trascinante The Visitors, passando per l’inquietante Incubus, fino a giungere alle conclusive Something Evil (This Way Comes) e Dreamcatcher, riporta alla mente la voce dell’inimitabile John Cyriis degli Agent Steel.
Quando invece il ritmo rallenta, come nella malinconica, ma ruvida, Children Of The Beast o nella cadenzata Crimson Eyes, il singer greco ricorda molto da vicino, anche sotto il profilo espressivo, addirittura “Sua Maestà” Geoff Tate, ai tempi magici di The Warning.
Funziona decisamente bene anche la nuova coppia di chitarristi, formata da Thanos Metalios a cui si affianca la “new entry” Jim Komninos; i due, forti di assoli e riffs assolutamente efficaci, riescono a mettere a ferro e fuoco le composizioni, attraverso un’instancabile aggressività, proveniente dal profondo delle viscere.
Dal canto suo, non è da meno neppure il comparto ritmico, composto da un Michalis Zouarakis mai domo dietro le pelli e da un George Bradley che, col suo basso, si lancia in improvvise sortite soliste, volte a creare atmosfere dal taglio decisamente sinistro.
Volendo andare oltre l’aspetto puramente tecnico, il merito principale di questo nuovo lavoro dei Leatherhead è indubbiamente l’enorme malvagità musicale sprigionata dalle composizioni; una perfidia compositiva mai fine a se stessa, ma destinata ad insinuarsi e depositarsi lentamente sotto la pelle dell’ignaro ascoltatore.

Violent Horror Stories si rivela un disco riuscito ed incisivo che, pur mantenendo la stessa indole distruttiva del suo predecessore e conservandone la medesima spontaneità compositiva, riesce limare alcune imperfezioni tecniche che avevano inevitabilmente caratterizzato il già ottimo omonimo debutto.
I Leatherhead fanno cosi nuovamente centro, per merito di un sound che, album dopo album si consolida e si affina, figlio di un perfetto bilanciamento tra impetuosità musicale e trame melodiche accattivanti, ma dal taglio costantemente maligno.

Lode a Te “Magna Grecia”: sinonimo assoluto di qualità metallica!




Recensione a cura di Ettore Familiari

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.