Gli irlandesi
Coscradh, tornano nel febbraio 2026 con il loro secondo album,
"Carving the Causeway to the Otherworld" (
20 Buck Spin).
Sul fronte tematico i
Coscradh sembrerebbero voler rievocare le antiche vie dei morti, suscitate attraverso una stregoneria carica di terrore. Il disco richiama l’eredità arcaica e il misticismo ancestrale dell’Irlanda, rievocando le passerelle di quercia erette seimila anni fa da tribù in guerra sotto lo sguardo gelido dei druidi, come passaggi verso l’aldilà e la memoria incarnata della violenza originaria.
La band assume la figura del druido come astrologo e veggente di guerra, invocando Marte quale dio esigente sacrificio, davanti al cui influsso i guerrieri gaelici si svuotano di sé per farsi veicolo della furia divina.
Le chitarre, ardono come meteore iscrivendosi su registri Black/Death molto raffinati, sostenute da una sezione ritmica travolgente e variegata; siamo su uno stile, giusto per intendersi, che richiama a formazioni come
Absu e
Cultes des Goules con textures di sottofondo oscillanti tra l'oscuro apocalittico e il misticismo cosmico.
Una proposta musicale piuttosto complessa che, tuttavia, non si diluisce nelle sue molteplici articolazioni: si arricchisce e lascia intatta la sensazione di annichilimento sonoro, configurandosi, sia in termini stilistici che di produzione, come un perfetto trait d'union tra nuovo corso e vecchia guardia.
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