Muras è un progetto black metal solista, nato nel 2023 in Polonia per volontà di
Marek "Muras" Świerczyński. L’EP di debutto,
"In Pursuit of Evil" (gennaio 2024), esplorava il male in tutte le sue forme, tra suggestioni provenienti dall’universo di
The Elder Scrolls ed esperienze personali.
Con il tempo, la poetica di
Muras si è orientata verso la mitologia norrena. Il primo album completo,
"Początki Końca Bogów", pubblicato nel febbraio 2025, proponeva nove tracce evocanti urla di non-morti, sussurri di Odino e la furia di Thor. E proprio su questa via prosegue il polacco anche nell’EP che andremo a trattare:
"Aegishjalmur", pubblicato il 7 agosto 2025, al quale, già nello stesso anno, è seguito un ulteriore lavoro, a testimonianza della profonda ispirazione artistica di questo musicista.
Si tratta di un EP di sangue e ferro: cinque brani aggressivi e melodici, intrisi di rabbia, misticismo e influssi death metal che ne accrescono la brutalità. È realmente una via sanguinaria e iconoclasta quella battuta da
Muras, il quale attinge alla tradizione più feroce del viking/pagan black metal: vengono in mente il capolavoro dei
Bathory,
"Blood Fire Death" (1988), i primi
Kampfar ed
Helheim, e qualcosa sulla scia dei tedeschi
Morrigan, per via della già menzionata venatura death che a tratti si manifesta con forza.
Ci troviamo di fronte a un ascolto gelido e violento, che alterna frequentemente passaggi cadenzati dal buon groove – nonostante una produzione ruvida e piuttosto scarna – in cui l’epicità e l’ardore guerresco non deflagrano mai in chorus banali o soluzioni stereotipate. Tuttavia, pur trattandosi di un platter seminale e intransigente, queste cinque tracce risultano sorprendentemente orecchiabili e avvincenti.
Mi aspetto grandi cose da
Muras in futuro… Non perdetevelo e fate vostro questo malefico EP.
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