Vi serviva una dimostrazione di quanto i Mr. Big fossero finiti, più o meno dalla dipartita di Pat Torpey? Guardate di cosa è (di nuovo) capace il signor
Paul Gilbert, per chi vi scrive un DIO della chitarra, quando ha libertà assoluta in fase di scrittura. Va addirittura a pescare un antico manuale delle buone maniere diffuso da George Washington in persona (non scritto da lui, l’originale pare sia francese e di fine 1500), e ne viene fuori
WROC,
Washington Rules Of Civility, dove Paul ritorna pure a cantare, dopo quel bel “
I Can Destroy” ormai datato 2016.
Divertentissimo nei testi, presi pari pari dal galateo del presidente americano, imbevuto di blues, hard rock di quello VERO e strizzatine d’occhio ora ai Rush ora ai Lynyrd Skynyrd e in tutto quello che ci sta in mezzo, Paul dimostra ancora una volta (ce n’era per caso bisogno?) di quanto sia fenomenale a dare SAPORE ai suoi assoli, gusto ai suoi arrangiamenti, coerenza a brani variegati, creando un piatto ricco, che, come tradizione vuole, pretende che ci si ficchi. E noi, cari lettori della Gloria, ci ficchiamo con goduria nell’ennesima perla di Paul Gilbert, un Artista eclettico, simpatico, mai scontato, e, per ultimo un monumento vivente al chitarrismo tutto. Registrato in
quattro giorni da signori musicisti, WROC è davvero un piacere per le orecchie, dalla prima traccia all'ultima. Insomma, come direbbe Washington nel suo manuale delle buone maniere, “Me Cojoni”!
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