I portoghesi si sono gradualmente staccati dal black metal originario per abbracciare sonorità post e non solo.
Questa evoluzione stilistica non è completa, difatti questo nuovo tassello del loro percorso artistico, il primo per
Century Media Records dopo una lunga parentesi con
Season Of Mist, è transitorio.
In alcune composizioni vigono ancora retaggi estremi come assalti in blast beats o screaming, però il suono è diventato compresso come le chitarre in alcuni frangenti sovrastate dalle tastiere e dall’elettronica.
La produzione sinceramente mi piace poco, troppo da “metalcore statunitense” con la batteria che è plastificata e certi ritornelli potrebbero piacere al pubblico d’oltreoceano data questa propensione per il gruppo originario di Porto di dare più orecchiabilità al sound.
Difatti c’è una preponderanza di toni puliti, con un tono malinconico di fondo che permea tutto il lavoro ma che sembra fatto apposta per accontentare un pubblico dai gusti meno estremi.
Album discreto, con qualcosa da rivedere, ma essendo un disco di transizione vedremo dove questa evoluzione li porterà in definitiva, per ora mi hanno soddisfatto per metà.
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