Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:47 min.
Etichetta:Season of Mist
Distribuzione:Season of Mist

Tracklist

  1. COMMUNION
  2. UN FRANC SOLEIL
  3. OMNIPRéSENTS
  4. FOR THE GLORY
  5. ULTIME TOURMENT
  6. VISDOMMENS VEI I
  7. VISDOMMENS VEI II

Line up

  • Gildas le Pape: Lead Vocals, Choirs, Guitars, Bass
  • Frost: Session Drums

Voto medio utenti

Attivo a Oslo, Gildas Le Pape ha acquisito notorietà nel 2007 entrando nei Satyricon, con cui ha collaborato per sei anni in tournée e in studio, consolidando la sua reputazione nel panorama del black metal nordico. Dopo una fase di esplorazione musicale eterogenea e sperimentale, che lo ha visto confrontarsi con diversi linguaggi e stili, è tornato all’extreme metal con rinnovata consapevolezza progettuale, coinvolgendo nel 2023 il batterista Frost (Satyricon, 1349), figura di riferimento indiscussa del genere, per la realizzazione del suo album d’esordio: "Guerre et Paix", rilasciato nel marzo 2026 tramite la Season of Mist.

Via Doloris rappresenta la visione artistica di Le Pape che attraverso il suono plasma uno spazio espressivo e immersivo in cui emozione, disciplina, atmosfera e tensione spirituale confluiscono per dare forma a ciò che non può essere verbalizzato. Radicato in una dimensione di solitudine, meditazione e introspezione, e plasmato dalla dialettica tra oscurità e bellezza, il progetto affronta la gravità dell’esistenza — il peso silenzioso delle ferite interiori, le cicatrici del tempo e l’inevitabile orizzonte della morte — configurandosi come un itinerarium doloris, un percorso di sofferenza, meditazione e introspezione volto alla ricerca di senso e alla remota possibilità di rinascita.

Sul piano musicale, B]"Guerre et Paix"[/B] si inscrive nella grande tradizione del metal nordico, evocando e reinterpretando le matrici del black metal classico senza cedere a manierismi derivativi o modelli convenzionali. L’accento è posto su un lavoro chitarristico minuzioso, su un livello tecnico-esecutivo elevato e su una concezione rigorosa e strutturata della forma-canzone. La melodia riacquista centralità strutturale: non mero ornamento, bensì principio ordinatore e guida dell’esperienza uditiva, capace di condurre l’ascoltatore in un viaggio interiore diretto e immediato. In questo orizzonte, si trovano inoltre richiami alle scuole oltralpine più vicine ad armonie sinfoniche, pur senza eccessi, che si mescolano a influssi canadesi; esempi emblematici possono essere individuati in formazioni come Sühnopfer, Chasse-Galerie e Departure Chandelier, che coniugano complessità armonica e intensità espressiva.

Pur radicandosi — anche in termini di produzione, nonostante l'assenza di parossismi raw — nelle fondamenta formali della Nera Fiamma, il progetto supera ogni classificazione rigida, fondendo profondità armonica, dissonanze calibrate e tensioni sottili in un equilibrio organico e avvolgente. Influenze folk, pagane e ancestrali attraversano le trame sonore come fili mitici e rituali, conferendo al tutto un’aura sacra, epica e mitopoietica. Il risultato è un linguaggio musicale costruito sul contrasto — luminoso e ombroso, epico e intimo, impetuoso e meditativo, violento e riflessivo — ulteriormente arricchito da testi in francese, inglese e norvegese, ciascuna lingua portatrice di una specifica densità ritmica, timbrica ed emotiva.

Originariamente previsto per il 2025, "Guerre et Paix" si presenta come un’opera di marcate antinomie e forze elementari. Attraverso una drammaturgia sonora che esplora frammentazione interiore, conflitto esistenziale e fugaci epifanie di trascendenza, l’album lascia emergere una dimensione più arcaica e impersonale: la natura nei suoi cicli implacabili, nella sua violenza e nella sua bellezza indifferente. Ne scaturisce un misticismo sommesso, in cui forze primordiali sembrano vibrare sotto la superficie acustica. È in questo spazio liminale, sospeso tra forma e dissoluzione, luce e ombra, che l’opera si dispiega e si rivela in tutta la sua nera ed elegante bellezza. A voi l'onore, e l'onere, di saperla accogliere.

Recensione a cura di James Curzi

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