Mystfall - Embers Of A Dying World

Copertina 5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:0 min.
Etichetta:Scarlet Records

Tracklist

  1. WHISPERS IN THE TEMPEST
  2. EMBERS OF A DYING WORLD
  3. GUARDIANS OF THE EARTH
  4. THE NECTAR AND THE PAIN
  5. SLEEPER IN THE ABYSS
  6. FADING MEMORIES
  7. CRIMSON DAWN
  8. COSMIC LEGENDS
  9. ECHOES OF ARCHADIA
  10. REMNANTS OF TOMORROW

Line up

  • Marialena Trikoglou: vocals
  • Aris Baris: guitar
  • Stelios Vrotsakis: bass, vocals
  • Dimitris Miglis: drums

Voto medio utenti

Sbranf ha scritto precedentemente:

Non particolarmente convincente il secondo album dei symphonic metallers greci Mystfall, che firmano con Scarlet e ci propongono un album che è la fiera del cliché: voce da soprano + band metal + orchestrazioni fatte senza orchestra + voce 'cattiva' con growl meno che accettabili + l'aggettivo 'cinematic' usato nelle press notes (che odio). Ormai è una formula collaudata e rodatissima, anzi mi vien da dire che al momento il settore è fin troppo saturo e pieno di band/clone, che si fa fatica a distinguere o riconoscere, perché, scoccia dirlo, hanno poca personalità. E' diventato troppo facile fare un disco, e laddove non manchi la tecnica o la qualità prettamente strumentale, a venir meno quasi sempre è la creatività, lo spunto prettamente artistico, l'idea che faccia spiccare il tuo progetto fra milioni di altri. Così purtroppo non è per i Mystfall, la cui ricetta sonica è abusata e strasentita, ma ai quali non si può poi imputare chissà quale colpa. "Embers of a Dying World" è un album che non aggiunge una nota alla conoscenza musicale dei fan del genere, ma che fa il suo lavoretto bene e senza particolari colpe. Date pure un ascolto alle anteprime già disponibili, ma temo dovrete convenire con me che non basta la 'ricetta magica' per cucinare un piatto appetitoso e di livello.
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... Bene, avete letto la recensione? Adesso andate a leggervi quella scrissi per il primo album della band, e capirete perché, a questi livelli, non è assolutamente concepibile continuare a fare album/clone, con nessun guizzo artistico, nessuna velleità di raccontare, nessun modo per distinguere questo da quello, il prima dal dopo, il nuovo dal vecchio. Inflazionare il mercato con prodotti così tanto, troppo simili, rischia solo di abbassarne la qualità media, rendendo sempre più difficile trovare qualcosa di veramente fresco ed interessante in un mare magnum di control C e control V. Peccato.

Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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