Squadra che vince non si cambia, e così, nel giro di 5 anni, gli svedesi
Evermore rilasciano il terzo full length, sempre per la nostrana e sempre più attiva Scarlet Records. Ma se squadra che vince, come detto, non si cambia, qui non si cambia nemmeno la formula, ma proprio manco per una virgola: “
Mournbraid” ha le stese doti e gli stessi difetti dei suoi due predecessori. In sostanza: buon power metal, la voce di
Johan Haraldsson spesso dalle parti di Ralf Scheepers, stile derivativo e molto Primal Fear, per l’appunto, tante canzoni tutte pericolosamente simili l’una all’altra, e poco di nuovo, fresco o particolare da notare. Al netto di tutto ciò, come già per i due dischi precedenti, “Mournbraid” non ha niente da farsi rimproverare, essendo composto, eseguito e prodotto per un certo mercato e non tradendo minimamente le aspettative di chi segue la band. Insomma, ci faremo andar buono il detto “nessuna nuova, buona nuova”.
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