Copertina 6

Info

Anno di uscita:2026
Durata:37 min.
Etichetta:Echozone
Distribuzione:Bobmedia Distribution

Tracklist

  1. THE HILLS HAVE EYES
  2. MISS DEMONESS
  3. BLOOD ORGY
  4. GERMAN ZOMBIE ATTACK
  5. SUPERSONIC VAMPIRE PUSSY
  6. ETERNAL LOVE
  7. SUMMONED THEM FROM THEIR GRAVES
  8. 1000 WAYS TO DIE
  9. CARNIVORE

Line up

  • Postel: vocals
  • Holly: guitar
  • Ole: drums
  • Marple: bass

Voto medio utenti

Con una denominazione come Lords Of Salem, un albo di debutto intitolato “Supersonic vampire pussy” e un corredo estetico / concettuale chiaramente ispirato all’immaginario pernicioso di Rob Zombie, non sorprende che i contenuti musicali dell’opera in questione siano consacrati ad una forma di industrial metal horroroso e grandguignolesco.
Poi, però, i nostri sono tedeschi, e diventa quasi “fatale” aggiungere bagliori di Oomph!, Eisbrecher e Rammstein all’impasto sonico, completando così un repertorio intriso di ritmiche meccaniche e forsennate, voci mefistofeliche, elettronica e campionamenti assortiti e chitarre implacabili.
Il rischio maggiore, in tale contesto fortemente devoto e manifesto, è di risultare una “parodia” dei modelli elencati e diciamo che, in effetti, la sensazione di una rilettura poco caratterizzata di suoni e ambientazioni note è abbastanza pressante.
Ciò non toglie che l’albo sia comunque abbastanza gradevole e, a tratti, meno artificioso di quanto ci si possa aspettare, in un baccanale slasher-metal inaugurato dal groove spietato della “cinematografica” “The hills have eyes” e concluso dalla famelica “Carnivore”, uno dei momenti più inquietanti e coinvolgenti del disco.
Tra i due estremi, si segnalano la cupa “Miss demoness”, la vagamente Billy Idol-escaGerman zombie attack” e la malvagia “1000 ways to die”.
Altrove, vedasi l’indiavolata title-track, la sinfonica “Blood orgy”, la ballata magniloquente “Eternal love” e la sinistra ciclicità di "Summoned them from their graves”, la raccolta finisce per alimentare l’idea di una trattazione degli stereotipi del genere non particolarmente efficace.
Contrastare i “titolari” del settore (Rob Zombie è, tra l’altro, da poco uscito con il nuovo lavoro “The great satan" …) sul loro terreno artistico preferito è sempre un’impresa improba e per evitare di essere considerati alla stregua di una sorta di (per quanto valida) tribute-band, ai Lords Of Salem è richiesto uno sforzo creativo e ispirativo supplementare.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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