Con una denominazione come
Lords Of Salem, un albo di debutto intitolato “
Supersonic vampire pussy” e un corredo estetico / concettuale chiaramente ispirato all’immaginario pernicioso di
Rob Zombie, non sorprende che i contenuti musicali dell’opera in questione siano consacrati ad una forma di
industrial metal horroroso e grandguignolesco.
Poi, però, i nostri sono tedeschi, e diventa quasi “fatale” aggiungere bagliori di Oomph!, Eisbrecher e Rammstein all’impasto sonico, completando così un repertorio intriso di ritmiche meccaniche e forsennate, voci mefistofeliche, elettronica e campionamenti assortiti e chitarre implacabili.
Il rischio maggiore, in tale contesto fortemente devoto e manifesto, è di risultare una “parodia” dei modelli elencati e diciamo che, in effetti, la sensazione di una rilettura poco caratterizzata di suoni e ambientazioni note è abbastanza pressante.
Ciò non toglie che l’albo sia comunque abbastanza gradevole e, a tratti, meno artificioso di quanto ci si possa aspettare, in un baccanale
slasher-metal inaugurato dal
groove spietato della “cinematografica” “
The hills have eyes” e concluso dalla famelica “
Carnivore”, uno dei momenti più inquietanti e coinvolgenti del disco.
Tra i due estremi, si segnalano la cupa “
Miss demoness”, la vagamente
Billy Idol-esca “
German zombie attack” e la malvagia “
1000 ways to die”.
Altrove, vedasi l’indiavolata
title-track, la sinfonica “
Blood orgy”, la ballata magniloquente “
Eternal love” e la sinistra ciclicità di "
Summoned them from their graves”, la raccolta finisce per alimentare l’idea di una trattazione degli stereotipi del genere non particolarmente efficace.
Contrastare i “titolari” del settore (
Rob Zombie è, tra l’altro, da poco uscito con il nuovo lavoro “
The great satan" …) sul loro terreno artistico preferito è sempre un’impresa improba e per evitare di essere considerati alla stregua di una sorta di (per quanto valida)
tribute-band, ai
Lords Of Salem è richiesto uno sforzo creativo e ispirativo supplementare.
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