Il progetto
Apolaustic nasce dall'iniziativa di
Romain Negro, ex voce e chitarra degli Stortregn, con il fine di dare sfogo ad una visione più personale ed intima della musica da parte dell'artista svizzero.
Il risultato è questo
"No Plenitude Without Suffering", rilasciato dalla
Trascending Obscurity, album che farà la gioia degli estimatori di Dissection, Naglfar, Sacramentum, Unanimated e Necrophobic, dal momento che la proposta punta, decisamente, in direzione di quel melodic black / death metal portato alla ribalta, ed alla gloria eterna, dai nomi appena citati i quali, come numi tutelari, vegliano su tutte le otto canzoni che compongono questo debut.
Una mera operazione nostalgia dunque?
Direi si e no.
Se è vero, infatti, che le strutture sonore, le atmosfere, l'intreccio tra violenza e raffinatezza, sono evidentissimi richiami alla musica dei gruppi citati più in alto, è altrettanto vero che gli
Apolaustic reinterpretano il genere secondo una propria visione che li porta su lidi maggiormente melodici nei quali, anche in omaggio al metal più classico, vengono tessute trame malinconiche, dolorose, certamente frutto delle difficoltà della vita e cifra espressiva di un album ottimamente suonato e prodotto dal quale, ascolto dopo ascolto, sarà difficile non restare ammaliati poiché le melodie in esso dipinte sono di squisita fattura e difficilmente dimenticabili per il loro saperti penetrare, violentemente, l'animo.
Aggressività e profondità emotiva sono gestite, a livello di songwriting, in modo eccellente, tanto è vero che, seppur
"No Plenitude Without Suffering" non possa fregiarsi dello stendardo dell'originalità, le sue trame sono avvincenti, i suoi solos eleganti e sempre ben integrati nello scheletro compositivo, gli arpeggi suadenti, il riffing luciferino ma armonico nel suo dipanarsi e, addirittura, il sax, presente a sorpresa su un brano come
"Black Flame Reviver", essenziale e non fuori luogo, a testimonianza che, in questo lavoro, ogni dettaglio denota classe e capacità di emozionare, elementi che, da sempre, fanno la differenza quando si parla di musica con la
M maiuscola.
Credo, in sintesi estrema, che gli
Apolaustic meritino la vostra attenzione e, qualora rientriate nella particolare categoria dei sognatori, sicuramente anche il vostro amore poiché il loro spettro sonoro, sempre in bilico tra nero e seta, saprà regalarvi quella trepidazione di cui, con ogni probabilità, siete alla ricerca quando premete il tasto play sul vostro lettore.
Bella sorpresa nella sua meticolosa, ed impeccabile, ricerca del bello (oscuro).
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?