Copertina 6

Info

Genere:Power Metal
Anno di uscita:2026
Durata:37 min.

Tracklist

  1. GLADIUS
  2. MONA
  3. ICENI
  4. ALLIES
  5. BOUDICA
  6. DEFIANCE
  7. RESISTANCE
  8. INJUSTICE
  9. INJUSTICE (PIANO)

Line up

  • Markus Tillmann: guitars, bass
  • Mauro Elias Brunner: guest on vocals
  • Jacques Maupeu-Wise: guest on drums

Voto medio utenti

Heavy Metal e Impero Romano: un'accoppiata che ha sempre catturato le mie attenzioni (come per i Centvrion, Draugr o Ex Deo...) e così mi sono avvicinato con trasporto all'album d'esordio degli Scythed che ci raccontano la ribellione della regina degli Iceni: Boudica, una storia che ricordo affrontata anche nell'imbarazzante film "Boudica: Queen of War" uscito nel 2023.

Tornando agli Scythed, va segnalato che non sono una vera e propria band ma il frutto del lavoro di Markus Tillmann, che ha composto e inciso il tutto praticamente in solitaria anche si è comunque avvalso del supporto dell'argentino Mauro Elias Brunner alla voce e di Jacques Maupeu-Wise, francese, alla batteria.

Poche battute di "Gladius" e sono subito evidenti diversi rimandi a formazioni come Grave Digger, Evertale, Savage Circus e soprattutto ai Blind Guardian, anche per una certa somiglianza tra la voce di Brunner e quella di Hansi Kürsch, per quanto si debba riconoscere come nell'occasione Brenner cerchi di diversificare aggiungendo sia qualche passaggio aggressivo sia degli effetti vocali. Siamo, ad ogni modo alle prese di un Power Metal che tradisce le origini teutoniche degli Scythed, al quale di accodano le varie canzoni che si susseguono, alcune con maggior successo ("Allies", "Resistance", la versione piano e voce di "Injustice"), altre che scivolano via senza suscitare chissà quali entusiasmi ("Mona" o la, comunque, battagliera "Boudica" che pecca soprattutto a livello vocale).

Diciamo che tutto sommato i due "estremi" si equivalgono e che sono anche rappresentativi di un album al limite del monotono, e se dovessi indicare l'episodio più rappresentativo punterei sulla serrata "Iceni", che si segnala per un riuscito guitarwork, o al più sulla spedita e incalzante "Defiance". Tuttavia, pur sottolineando la volontà e l'impegno di Markus Tillmann, per emergere sono indubbiamente necessarie maggior varietà ed una dose coraggio che non sono riuscito a riscontare nei solchi di "Resistance".


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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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