Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:58 min.
Etichetta:Pride & Joy Music

Tracklist

  1. LIGHT THE FLAME
  2. COLD WINTER
  3. END OF TOMORROW
  4. HANDS OF FATE
  5. SPREAD YOUR WINGS
  6. RIDE THE HIGHWAY
  7. YOU AND I
  8. LIFE TO CRUCIFY
  9. EYES OF LIGHT
  10. MORTALITY
  11. BURNED

Line up

  • Alan Clark: vocals, backing vocals, keyboards
  • Nick Catterick: guitars, keyboards, backing vocals
  • Pete Newdeck: guest on drums, backing vocals
  • Josh ‘Tabbie’ Williams: guest on bass

Voto medio utenti

I Dark Heart riemergono dalle recondite nebbie della NWOBHM, forti di un debutto discografico (“Shadows of the night”, su Roadrunner) risalente addirittura al 1984.
Una “resurrezione”, in realtà, avvenuta già attorno al 2021, quando il membro fondatore della band Alan Clark (promotore anche dei pregevoli Change Of Heart) ha rispolverato l’antico monicker, passando dalla chitarra alla voce e facendosi supportare nell’impresa, innanzi tutto, da Nick Catterick, musicista di valore nonché suo collaboratore di lunga data.
Per chi conoscesse il suddetto esordio del gruppo, diciamo subito che i Dark Heart di “Evolution” hanno modificato in maniera sostanziale il loro approccio espressivo, abbandonando quasi del tutto le antiche sintonie con Diamond Head e Satan e rivolgendo il proprio sguardo artistico verso Praying Mantis, Demon e (penultimi) Grim Reaper, tanto per rimanere nell’ambito del nobile e variegato calderone musicale britannico.
Il tutto “aggiornato” senza eccessive ingerenze dalla gestione in cabina di regia di Pete Newdeck (Vega, Midnite City, Eden's Curse, … impegnato anche a livello esecutivo assieme a Josh ‘Tabbie’ Williams dei Midnite City) e Harry Hess (Harem Scarem), abili nell’evitare che il sound risulti troppo “datato”.
Ne scaturisce un disco di hard-rock “classico” adatto ai tempi attuali, che anche grazie al suggestivo timbro di Clark potrà interessare pure gli estimatori di Rainbow e Black Sabbath (in particolare quelli con Tony Martin), formazioni tra le più “saccheggiate” nei periodi recenti, all’interno del settore di riferimento.
Ciò appurato, “Evolution” è un'opera godibile, che con le tastiere fluttuanti e fosche e la vibrante linea armonica di “Light the flame” predispone favorevolmente ad una fruizione alquanto appagante anche quando, dalle spire avvolgenti di “Cold winter”, sono Whitesnake e Blue Murder ad affiorare repentinamente nella memoria.
End of tomorrow” asseconda con profitto le aspirazioni della ballata ossianica, “Hands of fate” stempera nell’enfasi una melodia accattivante e “Spread your wings” si spinge addirittura oltre nel campo dell’affabilità armonica, alla maniera di Magnum e Praying Mantis.
Con “Ride the highway” la scaletta si concede un numero di british hard-rock piuttosto solido e tuttavia fin troppo scontato, caratteristica che la successiva “You and I” tenta di emendare attraverso un’architettura sonica vagamente Queensryche-iana, intrigante ma non del tutto definita.
Tocca a “Life to crucify” risollevare in maniera convinta le sorti dell’albo attraverso un’altra coinvolgente costruzione musicale pilotata dall’oscillazione delle tastiere, mentre “Eyes of light” alleggerisce e ingentilisce nuovamente il clima lambendo territori adulti con esiti più che onorevoli, lasciando, infine, alla melodrammatica “Mortality” e alla vivacità FM / Bon Jovi-esca di “Burned” (già apparsa nell’album dei Change of Heart “Truth or dare”) il compito d’integrare ulteriormente un ascolto complessivamente piuttosto soddisfacente.
Non rimane, dunque, che consigliare il nome dei Dark Heart a chi apprezza i gruppi capaci di trattare la “tradizione” con buongusto ed efficacia, alimentati dalla sensibilità e dalla cultura di musicisti esperti e competenti.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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