Toh…chi si rivede: i
Torian!
Inutile nasconderlo, per il sottoscritto è sempre un piacere imbattersi nuovamente in quelle bands “minori” che, in qualche modo, nel loro piccolo, hanno significato qualcosa nella mia crescita (intesa come maturità esclusivamente musicale ovviamente, non intellettuale...per quest’ultima ho ancora tempo!). Mi era già capitato anni fa col ritorno dei miei amati
Insania (in quel caso, erano addirittura quasi 15 anni di assenza); oggi, con le debite proporzioni, mi ritrovo nella medesima situazione, coi tedeschi
Torian e la mia memoria torna improvvisamente indietro nel tempo, precisamente a quel 2005 (una vita fa!), anno in cui venne dato alle stampe il loro discreto debutto
Dreams Under Ice che, all’epoca, da consumatore incallito quale ero (al limite della tossicodipendenza) di sostanze power (o prog-power), ascoltavo continuamente.
Da allora, in questo lasso temporale, i Nostri hanno rilasciato altri 3 dischi di power melodico, ricalcando indicativamente le medesime sonorità dell’esordio, e poi dal 2018, sino ad oggi, silenzio assoluto.
The Lost Legion Rising, uscito per
Massacre Records, rompe dunque un digiuno lungo 8 anni, rivelandosi, sin dalla sostanziosa, ma musicale opener
Soul Vampires, proseguendo poi con le corpose e avvincenti
Silver Demons e
Flame Of Resistance, un lavoro genuino come i suoi predecessori e mettendo in mostra un song-writing coerente con la concezione musicale della band.
Il fiore all’occhiello del disco, è indubbiamente da individuare nel perfetto bilanciamento tra solidità del sound e ricercatezza melodica, un equilibrio assai delicato, a cui i
Torian, dedicano un’attenzione quasi maniacale, nel palese tentativo di ricreare la profondità emotiva di determinate atmosfere tipiche di fine anni 90/inizio 2000, che solo il power sapeva descrivere, con toni cosi magici e maestosi, al tempo stesso.
Lecito chiedersi se ci siano effettivamente riusciti. Risposta: SI, sebbene sia inevitabile che il risultato suoni un pò anacronistico e, a tal proposito, aggiungo: chissenefrega!
The Lost Legion Rising scorre piacevolmente, facendo leva su trame musicali decisamente efficaci (
Iron Hammer, Sent To Hell, Katharsis), accattivanti
(Lost Legion), intense (
Stand As One) ed epiche (
Warpriest e
Sons Of The Damned) e soprattutto, sul cuore pulsante di una band dalla line-up più che mai affiatata e longeva che trasuda passione, attraverso la voce
Marc Hohlweck o le chitarre pungenti e impetuose dei veterani
Alexander Thielmann e
Carl Delius, senza dimenticare la puntuale sezione ritmica affidata ai soliti (e solidi)
Bengt Kunze e
Manuel “Gonzo” Gonstalla.
Alla fine dei disco, rimane la piacevole sensazione di essere stati testimoni di un gradito ritorno che naturalmente, non stravolgerà le vostre vite, né tantomeno, inventa nulla che, in ambito power, non sia già stato scritto ma, sta di fatto, che
The Lost Legion Rising si dimostra un lavoro onesto, passionale e, se si apprezza il genere, di buona fattura.
Quindi, bentornati carissimi
Torian.