Vengono dalla Francia occidentale i
Malebeste, combo dedito ad un Black Metal piuttosto feroce dagli accenni "medievali" e dal songwriting mai banale.
Il loro esordio discografico,
"Monestherou", mi ha ricordato, soprattutto per il riffing, la scuola svedese (con un pizzico dei Mayhem), sebbene il gruppo abbia una evidente impronta transalpina, e, di conseguenza, l'album, intricato e ben bilanciato tra momenti più brutali (molti i blast beats) ed altri maggiormente d'atmosfera, risulta spietato, complesso, violento e, spesso, dissonante, a testimonianza di un approccio che, da un lato, guarda alle origini del genere, mentre, dall'altro, denota inflessioni moderne che ben si intrecciano con lo spirito epico e guerriero di brani privi di momenti di stanca, arrangiati con gusto, strutturati su vari layer e, soprattutto, neri e gelidi come, sempre, dovrebbe essere il Black Metal.
I
Malebeste, che l'ottima
Antiq Records non si è fatta sfuggire, hanno dalla loro passione e mezzi, hanno, cioè, quel talento estremo che riescono a trascrivere sul pentagramma per 42 minuti di devastazione sonora fatta con intelligenza, sottilmente melodica secondo un'ottica tipicamente francese, tagliente come il vento del Nord e, perchè no, ricca di grande suggestione e amore concreto per la propria Terra e le proprie Tradizioni (non a caso, l'album narra le storie e le leggende della regione della Charente e delle zone limitrofe).
Gruppo da tenere accuratamente sotto osservazione.
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