Gli
Aktor sono uno dei tanti progetti dove ritroviamo il "Professore"
Chris Black, che qui a differenza di quanto fatto con gli High Spirits, Dawnbringer, Pharaoh o Professor Black, è una di quelli in cui Chris Black ha dei partner stabili, gli stessi sin dal loro esordio "Paranoia" (uscito nel 2015) cui era poi seguito nel 2020 "Placebo": i finlandesi
Jussi Lehtisalo alla chitarra e il batterista
Tomi Leppanen, entrambi attivi - tra le tante collaborazioni - nei Circle, Pharaoh Overlord e Motorspandex.
Ma gl
i Aktor rappresentano anche una fuga dalle costrizioni dell'immaginario Hard&Heavy, infatti, come e anche più dei suoi predecessori, qui è evidente una marcata contaminazione con il Pop Rock e la New Wave, non intesa come la "nostra" N.W.O.B.H.M. ma come il terzetto evidenzia già a partire da "
He Never Came Home" e "
Just One Hand" che ci trascinano direttamente dalle parti di formazioni come Talking Heads, B-52's o Duran Duran, pur con qualcosa dei Rush e degli Yes. "
Nemesis" mostra un approccio più seventies, vagamente accostabile ai Blue Öyster Cult o forse anche ai The Cars, e pur non essendo chissà quale capolavoro è due spanne sopra episodi un po' confusi e arruffati come "P
olitics Politics", "
Another Piece" o "
Helicopter". Anche "
Idiot Brother" scorre via senza lode e senza infamia con quel suo andi che mi ricorda i Dire Straits, al pari di "
Too Close (Still Not Close Enough)" che pur lascia trasparire un guitarwork più marcato e un taglio hardeggiante, anche se alla resa dei conti vengono surclassati dalla vivace "
Back on the Case", dal chitarrismo insistito di "
Children Always Know" e della conclusiva "Bigger Picture", che con il suo piglio si segnala come uno dei momenti migliori dell'album. Un concept album – aggiungo – per una loro interpretazione di certe serie TV poliziesche come "Law and Order" o "Criminal Intent", cui rimanda anche l'immagine in copertina realizzata da
Alexander von Wieding, mentre è toccato a
Dan Swanö curarne il missaggio e la post-produzione.
Credo che "
Professori (Season Two)" manifesti la necessità/volontà di
Chris Black di andare a diversificare il più possibile gli svariati progetti che porta avanti, spingendosi nell'occasione piuttosto lontano dai confini della scena Hard&Heavy. Operazione senz'altro coraggiosa però in grado di stimolare più curiosità che entusiasmi.
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