Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:48 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. NEW DAY
  2. THAT MEMORY
  3. FAITH, HOPE AND LOVE
  4. WHEN I WAS YOUNG
  5. ONE MORE SHOT
  6. 1969
  7. LAUREL
  8. GOOD TO BE BACK HERE AGAIN
  9. LOVE THAT’LL NEVER BE
  10. COSI´ BELLA
  11. YOUR OWN WORST ENEMY
  12. EVERYDAY PEOPLE

Line up

  • John Corabi: vocals
  • Marti Frederiksen: backing vocals, guitars, piano, and percussion
  • Evan Frederiksen: drums, bass, B3 organ, electric guitar, mandolin, programming
  • Richard Fortus: guitar
  • Paul Taylor: piano, organ, clavinet
  • Charlie Starr: guitar solos

Voto medio utenti

Il nome di John Corabi, nonostante tutto, è ancora fatalmente legato al controverso disco omonimo dei Mötley Crüe, ai tempi della sua uscita accolto con biasimo e sospetto e poi, doverosamente, rivalutato a posteriori, nonostante rappresenti tuttora una sorta di “anomalia” (favorita dal periodo storico e dalla produzione di Bob Rock) nella discografia dei losangelini.
La parabola artistica di Corabi è tuttavia ben più corposa e ricca (The Scream, – assolutamente da recuperare il loro “Let it scream” - Union, Ratt, … fino alle recenti felici scorribande con i The Dead Daisies) a conferma del valore di un vocalist non sempre adeguatamente considerato nelle graduatorie della fonazione modulata di riferimento.
Il suo nuovo disco solista (il primo contenente quasi completamente materiale originale), titolo “New day”, è un’ulteriore dimostrazione delle sue qualità, declinate nello specifico all’interno dell’ambito espressivo del roots-rock yankee e realizzato con il supporto di un manipolo di musicisti esperti e piuttosto votati a queste specifiche soluzioni musicali.
Insomma, se gradite essere avvolti da un confortevole abbraccio fatto di blues, country, southern e soul, “New day” è pronto ad accogliervi con tutto il suo carico di calore e positività, a partire da una title-track che trasporta immediatamente tra i panorami assolati e tersi della “Vecchia America”, trainati da un refrain che conquista fin dal primo contatto.
That memory” prosegue sulla medesima linea espressiva, accentuando la componente squisitamente “sudista”, mentre con “Faith, hope and love” il clima sonoro diventa più “spirituale” e languido, seguendo i dettami del classico rhythm n’ blues “bianco”.
L’elettroacustica “When I was young” risuona di bucoliche nostalgie southern-folk (annientando, per la cronaca, sul suo terreno preferito un certo Kid Rock …) e a chi apprezza le melodie seducenti, pilotate da voci appassionate e roche è dedicata “One more shot”, un brano capace di accontentare tanto gli estimatori di Joe Cocker quanto quelli dei Thunder.
A fare un salto nelle distese paludose della Louisiana, per omaggiare il groove suadente, viscerale e torbido dei Creedence Clearwater Revival, ci pensa “1969”, e se “Laurel” infonde nell’astante un senso di dolce malinconia dai risvolti West Coast, “Good to be back here again” s’immerge completamente nelle acque placide del Mississippi, ispirazione per una ballatona blues di notevole suggestione.
Un’altra ballata, “Love that’ll never be”, stavolta dai tratti più “orchestrali” e ariosi, consente all’albo di ampliare i suoi propositi sentimentali, senza però dimenticare che “amore” significa anche gioia, euforia e solarità, sensazioni che “Così bella” (già pubblicato come singolo nel 2021) irradia in maniera copiosa e istantanea.
Celebrare la tradizione della cultura sonora statunitense significa anche includere nell’impasto scosse di funky shuffle, ed ecco che “Your own worst enemy” (anche questa già edita, nel 2022) adempie efficacemente all’impegno, rievocando le radiose gesta di Jimi Hendrix e Stevie Ray Vaughan.
In coda all’opera “Everyday people” (cover di Sly And The Family Stone) aggiunge altri tre minuti di scanzonato R n’ B ad una collezione di canzoni che di sicuro non cambieranno la Storia del Rock e ciononostante ostentano un mix di attitudine, cuore e passione non così comune nella pur sempre voluminosa massa dei revivalisti contemporanei.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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