Copertina 7,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:I, Voidhanger Records
Distribuzione:I, Voidhanger Records

Tracklist

  1. SEARING BLOOD
  2. HADERBURG
  3. LEUCHTENBURG
  4. GALLOWS
  5. ORDO DRACONIS
  6. THRESHOLD'S TRAGEDY

Line up

  • Radok: Vocals, Guitars, Bass, Keyboards
  • Gianni Pitzalis: Drums

Voto medio utenti

"Among ruins and memory, the gaze rises again toward the sacred."

Queste parole sembrano perfette a introdurre l'intento del progetto trentino Lorn che con il nuovo "Searing Blood" — rilasciato in formato CD sotto l'egida della I, Voidhanger Records a metà maggio 2026, e a fine mese in formato LP tramite Dolomia Nera — tagliano il traguardo del quarto full-length.

Un percorso artistico policromatico quello di Lorn, il quale spazia dal black più crudo e ferale, a episodi atmosferici dai contorni drone dissonant con accenti talvolta ipnotici, fino ad echi dalle tendenze industriali. "Searing Blood" in qualche misura sembra volersi collocare come trait d'union di tutte queste sfumature artistiche aggiungendovi tuttavia un tocco melodico e naturalistico, quantomeno in certi passaggi, dalle vibrazioni post.
Si tratta di un album policromatico fluttuante tra toni eterei, sfuriate a colpi di tremolo e blast beat e un'aura spettrale che spesso trova risoluzione in sbocchi armonici manifestanti una propensione accentuata per la trascendenza. Personalmente mi ha ricordato assai da vicino l'attitudine dei Blut aus Nord più riflessivi con una certa filigrana cosmica affine ai Darkspace e, altresì, nelle sue cornici più soft perfino ai primi Mesarthim: elegante, solenne, austera e protesa verso spazi sconfinati ma, al tempo stesso, dominati nella loro vastità da un controllo formale impeccabile e rigoroso. Impeccabilità che transita anche da una produzione moderna piuttosto corposa benché non artefatta capace di veicolare alla perfezione — insieme alle trame dense e passionali (e qui la chitarra a otto corde è protagonista), dissonanti, opprimenti e altresì ariose quando subentrano le tastiere e i ricami acustici intessuti da Radok — la malinconia e la sensazione suggestiva della dicotomia creazione/distruzione: quando si crea qualcosa si distrugge… E quando si distrugge qualcosa, nuove forme ne prendono il posto: la scelta è rimessa alla facoltà del soggetto nei termini di come e cosa creare, e cosa invece rimuovere con l'attuazione stessa della propria creatività. Perchè il vero si riveli occorre rimuovere il velo caldo e opaco delle illusioni. E, talvolta, ciò che si crea non è altro che un ritorno spirituale a possibilità di esistenza di cui con il passare dei secoli ci siamo scordati.

Metafisica, nichilismo attivo, aneliti di trascendenza che sopravvivono al crollo dei valori… "Searing Blood": Black metal piegato al servizio del sacro.

Recensione a cura di James Curzi

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