Top Album tutta la vita.
Non solo ad "
Oceans Above, Stars Below", ma (soprattutto) ai
Triosphere, band norvegese che sin dagli inizi si è rivelata solida, sorprendente, convincente e fuori da ogni cliché. Perché se vi basta una donna dietro il microfono (e il basso) vi perdereste una
Ida Haukland che è un mix tra Russell Allen, Jorn Lande e Brittney Slayes; perché se vi dicessi '
power/prog' vi perdereste i violini di
"Gjenklang"; perché se vi parlassi di melodie ariose, vi perdereste le mazzate sui denti di "
Orpheus' Bane" o "
Monster's Ball". Insomma, perché i Triosphere sono, da sempre e oggi più che mai, una band completa, una band da tirar fuori dal mare magnum, una band che merita un enorme riflettore sulla faccia, perché sanno quel che fanno.
E poco importa che ci abbiano messo 12 anni, da quel bellissimo disco che fu "
The Heart of the Matter" (
QUI la mia recensione di allora), il combo continua a sorprendere per la cura maniacale negli arrangiamenti, in un album un po' più arioso dei precedenti, ma che si sposta dappertutto, regalandovi un'ora di musica con le contropalle, da suggestioni tastieristiche alla Vision Divine ad una coppia di chitarristi davvero in palla.
Insomma, mai come adesso: non lasciatevi sfuggire i Triosphere, per pigrizia o poca convinzione. Questo disco merita, merita merita. Come, d'altronde, la loro intera discografia. Figata.
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