Nella più classica delle operazioni 'scongelamento', la Frontiers va a rianimare dal letargo i
Masterplan, un tempo clamorosa risposta agli Helloween dei primi duemila, ultimamente una pallida ombra della gloria che fu.
Lontani da un album di inediti dal 2013, la band di Grapow e soci, sicuramente invogliata da un assegnino sostanzioso, si mette al lavoro e sforna il qui presente "
Metalmorphosis", brutto fin dal titolo, che ci offre una band che, semplicemente, ha esaurito le canzoni belle nel serbatoio.
Attenzione, niente da dire sulle doti esecutive, qui si parla di gente come Jari Kainulainen, Axel Mackenrott, mica gli ultimi arrivati. E' che le canzoni proprio non funzionano, e obiettivamente la voce di Rick Altzi non ha un'oncia di interessante, nonostante anch'egli sia un professionista non di primo pelo.
Tra mid tempos stantii, tentativi maldestri di power metal, fiumi di tastiere ad ammorbare il tutto, l'album ne esce sgodevole e decisamente poco interessante. Se il monicker in cima alla copertina fosse stato un altro, ditemi la verità, che voto gli avreste dato?
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