Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2025
Durata:55 min.
Etichetta:Glory Hunter Records / Underground Symphony

Tracklist

  1. INTRO
  2. I DON’T WANNA DIE
  3. EXTENDED TIME
  4. CONDEMNED TO ETERNAL SOLITUDE
  5. FUNDAMENTALS
  6. SEE YOUR BLOOD IN MY HAND
  7. RETURNING TO ME
  8. STOLEN (INTRO)
  9. STOLEN DREAM
  10. STOLEN (OUTRO)
  11. THE DARK AND THE WICKED
  12. RETURNING TO ME (PART 2)
  13. AURORA

Line up

  • Luca Libera: vocals
  • Ido Evome: guitars
  • Frank Fornasiero: guitars
  • Ale Spagnol: bass
  • Zoran Novkovic: drums

Voto medio utenti

La loro label, la Glory Hunter Records (divisione della storica Underground Symphony), definisce “Eternal solitude” un album dedicato a chi ama i suoni heavy / dark metal, con tocchi di doom, e sebbene formalmente si tratti di un’indicazione piuttosto circostanziata, tengo a sottolineare quanto gli Obscure Obsession s’impegnino per distinguersi dai rigidi schematismi o dall’approccio monocorde che spesso contraddistingue i suddetti ambiti stilistici.
Un obiettivo magari non sempre pienamente raggiunto, ma già l’idea di non volersi dogmaticamente “uniformare” a certe prassi artistiche piuttosto diffuse indirizza alla formazione veneta un convinto plauso.
Una “distinzione” che inizia dalla voce “sottile” e “tersa” di Luca Libera, abbastanza peculiare per il genere, e prosegue con l’impressione che l’ispirazione del gruppo attinga, oltre ai “soliti noti” (Black Sabbath, Candlemass, …), ad entità musicali fascinose e non esattamente celeberrime, quali, tra le altre, Witchfynde, Pagan Altar e Sword.
Un suono melodico e decadente, insomma, in cui atmosfere oscure, possenti e evocative si schiudono a strutture armoniche magnetiche ed avvolgenti, per un risultato finale parecchio coinvolgente.
Le foschie ancestrali evocate dall’”Intro”, conducono al riff martellante e al refrain catartico di “I don’t wanna die”, delineando fin dall’apertura dell’opera il fervore espressivo degli Obscure Obsession, capaci d’inoltrarsi con una certa disinvoltura nelle melodie sinuose (e perfettibili, invero …) di “Extended time”, per poi fornire un vero saggio della loro attitudine nel seducente sviluppo dark-eggiante di “Condemned to eternal solitude”.
Il fraseggio serrato e il clima ossianico di “Fundamentals” solcano territori sinistri e fatali, mentre con “See your blood in my hand” l’aria s’impregna di antiche tragedie e leggende millenarie, ben narrate da chi dimostra, in “Returning to me” e nella controparte “Returning to me (part 2)”, di sapersi muovere negli abissi e poi emergerne attraverso una luminescente melodia.
Arrivati alle tre sezioni di “Stolen”, e nello specifico alla centrale “Stolen dream”, diventa necessario spendere un elogio particolare per l’ospite vocale Alessia Busetto (cantante e pianista, di estrazione classica e jazz …), perfetta per assecondare la suggestiva linea armonica del pezzo, e altrettanto abile nell’intridere di pathos la maliosa ballata conclusiva “Aurora”.
L’ultima menzione, e di notevole levatura, la riserviamo agli squarci vagamente alla Warlord, dai quali i nostri mutuano spirito mitologico e alone mistico, di “The dark and the wicked”.
Come anticipato, per raggiungere l’eccellenza a “Eternal solitude” manca ancora una maggiore incidenza e messa a punto delle soluzioni espressive (e, in parte, interpretative …), ma ciò non toglie agli Obscure Obsession di meritarsi il sollecito inserimento nel novero delle band “superiori alla media”, collocazione destinata, se il “fiuto” non m’inganna, ad essere abbandonata nel prossimo futuro, assurgendo a livelli ancor più lusinghieri e prestigiosi.
Recensione a cura di Marco Aimasso

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?
Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.