Se non ci fossero, bisognerebbe inventarli, ma chi? Vi chiederete, la risposta è una sola, i
Sigh.
Ritorno per i nipponici con un album tematico ispirato al “
Kuso – zu” una serie di dipinti buddisti che illustrano passo passo la decomposizione corporea umana collegata ad un discorso filosofico che stimoli la meditazione profonda e la relazione tra le creature viventi, la natura, le bellezze che ci circondano e la caducità umana, un pensiero molto profondo, che è tipico della cultura orientale.
Difatti il terzetto capitanato da
Mirai Kawashima e coadiuvato da un parterre di ospiti speciali ci offre un frullatore sonoro dove la musica estrema duetta con il prog rock di alta classe, vedasi la traccia “
Unputenpu”, dove lo screaming lascia il passo ad aperture vocali pulite e ad un assolo in pieno stile seventies cortesemente offerti da un certo
Michael Åkerfeldt , leader degli
Opeth.
Ma non solo, all’interno di questo album, ci sono influenze ispirate alla musica folk nipponica con strumenti etnici tipici del Sol Levante, rasoiate metal, aperture sinfoniche e un sapore epico, con un piccolo contributo electro.
Ascoltate bene l’apertura dedicata “
Kuso – shi 1, 2 and 3”, una sorta di suite divisa in movimenti, dove la band fa già intendere l’andazzo generale ed è gustoso.
Il disco pur essendo lunghino non annoia, anzi, ascoltandolo più volte si percepisce ogni strato sonoro e pazienza se non conoscete il giapponese, questo nuovo album vi conquisterà come ha fatto con me per la qualità del materiale; unici e non replicabili, Sono Pazzi Questi Giapponesi!
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?