I tedeschi
Boötes Void tagliano in questi giorni di inizio settembre 2026, coadiuvati dal patrocinio della
Vendetta Records, il fatidico traguardo del terzo full-length della carriera:
"Panta Rhei".
Come riportato nelle note promozionali, con il nuovo album
"Panta Rhei" i
Boötes Void prendono ispirazione dall'omonimo principio filosofico attribuito a
Eraclito, espressione che può essere tradotta come
"tutto scorre". Al centro del pensiero del filosofo greco vi è l'idea che ogni cosa sia sottoposta a un continuo processo di trasformazione e che nulla possa rimanere immutato nel tempo. L'esistenza è quindi concepita come un flusso costante, nel quale persone, eventi e realtà sono destinati a evolversi senza sosta.
I
Boötes Void — che estendono la propria riflessione anche ai meccanismi del potere fondati sulla sofferenza e sul senso di impotenza che caratterizza una società incapace di sottrarsi ai propri impulsi autodistruttivi, alimentando proprio quel collasso che teme maggiormente — non presentano il continuo divenire come una minaccia da contrastare, bensì come una caratteristica inevitabile dell'esistenza, da comprendere e accettare quale parte integrante della condizione umana.
Tutto ciò prende forma attraverso otto tracce che rispetto al passato si contraddistinguono per un telaio sonoro più robusto e ancor più moderno, dove la matrice Atmospheric black — pur presente — lascia spazio a composizioni muscolari e dalle tonalità limitrofe al Pagan con una forte propensione per strutture dinamiche e corali fortemente amalgamate con il Death metal e, talvolta, dai contorni dissonant.
Meno atmosfere, dunque, e più attenzione alla costruzione di brani perlopiù incardinati in un'ampia forma canzone, e in cui l'afflato filosofico contemplativo coesiste con un sentimento epico marcato. Si tratta di un ascolto che con tutta probabilità farà un po' storcere il naso ai puristi del genere, per via di un ampio uso di melodie e partiture assai articolate in cui il guitarwork si struttura su progressioni pluristratificate, e per la presenza di un novero di situazioni eleganti, raffinate e dal taglio talvolta Classic, accentuate da una produzione nitida, potente e dal chiaro tocco digitale.
Tuttavia, se gradite le particolari declinazioni dell'arte nera qui descritta, e state seguendo con interesse i suoi ultimi sviluppi,
"Panta Rhei" è il lavoro adatto a voi. Composto, suonato e prodotto magistralmente da parte di una band che in termini di classe non ha niente da invidiare a nessuno.
Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?
Non è ancora stato scritto nessun commento per quest'album! Vuoi essere il primo?