Copertina 9

Info

Anno di uscita:2026
Durata:50 min.
Etichetta:Pride & Joy Music Classixx

Tracklist

  1. BRAVE NEW LOVE
  2. TEARS DON'T PUT OUT THE FIRE
  3. GO EASY
  4. I'VE BEEN WAITING
  5. JAIMIE REMEMBER
  6. FEEL MY LOVE
  7. ONLY ONE WOMAN
  8. WINGS OF FIRE
  9. DYING BY THE GOLDEN RULE
  10. TOUCH MY FIRE
  11. DREAMER
  12. MIRROR

Line up

  • Jimmy Wandroph: keyboards
  • Ken Sandin: bass
  • Toby Tarrach: drums
  • Tony Borg: guitar
  • Jim Jidhed: vocals

Voto medio utenti

Ci sono dischi diffusamente ritenuti “minori” che vengono rivalutati con spropositata enfasi e in modo analogo capita che opere considerate fondamentali vengano a posteriori affossate e ridimensionate nel loro valore artistico.
Pur sottolineando la legittimità di tale forma di “revisionismo storico", spesso si tratta della “spettacolarizzazione” di un atteggiamento piuttosto comune tra i musicofili e inevitabilmente ampliatosi nell’era della comunicazione digitale, incondizionata e straripante.
Un’introduzione che non vuole, ovviamente, criticare il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e i mezzi attuali che consentono di farlo, ma che semplicemente ha lo scopo di affermare con incrollabile convinzione, e senza eventuali “ravvedimenti”, quanto per me il debutto eponimo degli Alien fosse una meraviglia nel 1988 e lo sia rimasta anche nel 2026, rappresentando un caposaldo per tutta la scuola del cosiddetto scandi-AOR.
Fondata nel 1986 da Tony Borg, la band sigla un prestigioso contratto con la Virgin Records, e registra (dopo alcune sessioni in madrepatria) il suo esordio al sole della California, sotto la guida dell’esperto produttore Chris Minto.
Il disco è fatalmente influenzato dai Maestri dell’Adult Oriented Rock yankee (Journey, Foreigner, Survivor, …), ma l’approccio non è mai “dimesso”, rivelando il talento, l’ispirazione e la classe straordinaria di una formazione che ha nella voce di Jim Jidhed il perfetto catalizzatore di composizioni intense, vibranti ed estremamente affascinanti.
Curiosamente trainato dallo slowOnly one woman”, una cover dei Marbles (scritta da Barry, Robin e Maurice Gibb, ovvero i Bee Gees …), l’albo comprende un numero pressoché ininterrotto di scintillanti gioiellini sonori, a partire da “Brave new love” e “Tears don't put out the fire” (con un Jidhed brillante seguace di Lou Gramm), due autentici prototipi di rock melodico elegante e suadente, di un tipo che entra in circolo in maniera istantanea e persistente.
Non è da meno “Go easy”, sviluppata su una costruzione armonica vivace e avvolgente, e se ancora non siete convinti delle spiccate qualità espressive degli Alien (e del loro cantante) arriva la pulsante “I've been waiting” a fugare ogni eventuale dubbio.
La brezza Journey-iana che soffia lieve sulle squisitezze melodiche di “Jaime remember” nobilita un altro momento di grande suggestione di “Alien”, capace, con “Feel my love” d’inondare di palpitante pathos l’astante appassionato, soggiogato, dopo il gradevole remake già citato e la disinvolta “Wings of fire”, dall’urgenza melodica di “Dying by the golden rule” e “Touch my fire”, una “roba” che non ha davvero “scadenza”.
Il tocco barocco e la foga enfatica di “Dreamer” aggiungono ulteriore dinamismo ad una scaletta che dissolve le sue prelibatezze in note nel romanticismo di “Mirror”, una struggente ballatona pianistica ben risolta da un’altra performance vocale da applauso.
Jidhed lascerà la band per questioni familiari (rientrando successivamente nella line-up) e l’album verrà ripubblicato negli USA con un artwork differente e una scaletta leggermente diversa (compresi due brani cantati dal nuovo vocalist Pete Sandberg), ma il fascino di questa vera “opera prima” degli Alien rimane speciale, anche oggi che il gruppo svedese ha ripreso a frequentare “la retta via” dopo qualche deviazione di percorso abbastanza opinabile.
Non è la prima volta che “Alien” viene ristampato, ma se nonostante le precedenti opportunità ancora non fa parte della vostra preziosa discoteca, beh, non mi sembra il caso di perseverare nell’imperdonabile mancanza, rivolgendovi immediatamente alla Pride & Joy Music che lo ripropone (nella sezione Classixx) in un’edizione limitata a cinquecento esemplari in Cd, caratterizzati dalla rimasterizzazione di Ritchie Borg e da un nuovo booklet … fidatevi, in questo caso la definizione di “classico” del genere non è per nulla usurpata e non necessita di rettifiche.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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