Il progetto
Ljuset nasce a Goteborg ben sedici anni fa e no, togliamo subito i 'cattivi pensieri melodici' dalla testa , il gruppo non suona melodic death metal, altrimenti quest'album sarebbe finito nelle sapienti mani di Alessandro 'The King' Zaina … ma allora cosa suonano ? Beh ad inizio carriera e dopo il trasloco a Stoccolma suonavano melodic black metal, apparentemente anche con discreti risultati … ora ? Beh il loro esordio sicuramente prende le distanze dal black metal, ma in generale dal metal tout court, infatti
'Ljuset' potrebbe essere definito un album di kraut-post-rock … complicato ? Cervellotico ? Improbabile ? Di tutto un po' … di kraut sicuramente ci sono le ritmiche preponderanti rispetto alle rarissime sfuriate degli esordi black, il riffing 'inteso' in senso metal, é del tutto sparito lasciando le chitarre pulite a farla da padrone per dar vita a lunghe composizioni 'lisergiche' dal vago sentore prog anni '70 … il risultato é un piatto composito, molto vario, gustoso certamente, ma anche un po' indigesto, soprattutto perché le vocals, in lingua madre, sono tutt'altro che aggrazziate e piacevoli, anzi sono proprio il lato negativo di tutta l'offerta, da un lato dispiace un po', perché le idee ci sono e sono pure 'ardite' ma in tutto onestà oggi non si puo' dire che questa sia una band pronta, in prospettiva potrebbero 'spaccare' in ambito post-rock ma oggi sono 'addirittura' fastidiosi per via delle vocals … volendo fare un confronto ardito e di incoraggiamento, ques'esordio potrebbe essere una sorta di
'Bleach' dei
Ljuset, se poi arriverà anche
'Nevermind' allora sarà una graditissma sorpresa ...
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