Come molti “maturi”
rockofili non sono un grande estimatore della musica (esclusivamente) “digitale”, ma questa volta sono “costretto” a plaudere l’iniziativa della
Frontiers Music nel rendere disponibile “
2 make U cry & dance” degli
Electric Mob in questa “
Digital deluxe edition”.
Difficilmente, se non avessi appreso di tale uscita, supportato da gloriosi obblighi “giornalistici”, avrei recuperato il secondo albo dei
rockers brasiliani, “inspiegabilmente” (avendo peraltro apprezzato il loro debutto “
Discharge” del 2020 …) sfuggito alla mia attenzione all’epoca della sua originaria pubblicazione (2023).
E sarebbe stata una “mancanza” piuttosto importante, dal momento che il disco consolida le qualità espressive dell’esordio e conferma
Renan Zonta un “emergente” di spicco nell’ambito della fonazione modulata stentorea e intensa.
L’
hard-rock, tra solide basi “classiche” e brillanti rifrazioni “moderne”, degli
Electric Mob si rivela ancora una volta, dopo le ottime impressioni dell’esordio, di pregevole qualità e notevole ispirazione, connotati evidenti fin dalla strisciante
opener “
Sun is falling” e dalla pulsante “
Will shine”, in grado di sfidare sul loro terreno preferito “gente” come Alter Bridge e Dead Daisies.
“
It’s gonna hurt” intride di adescante sinuosità
bluesy il crogiolo sonoro, la stessa che alimenta anche la scalciante “
By the name (nanana)”, a cui però, come presumibile dalla sua denominazione, è affidato il compito di conquistare l’astante attraverso un
refrain da cantare subito all'unisono.
“
Soul stealer” potrebbe piacere sia ai
fans degli Audioslave e sia a quelli dei Dirty Honey, mentre “
4 letters” s’inserisce senza tentennamenti tra gli
highlight del disco, in virtù di una palpitante e ammaliante struttura elettroacustica, pilotata ad arte dall’ugola flessuosa di
Zonta e dalle chitarre frementi di
Ben Hur Auwarter.
Il
groove denso e vischioso, tra scorie
street e cadenze Zeppelin-
esche, di “
Locked n loaded”, prosegue nell’operazione di soggiogamento sensoriale, ulteriormente fomentato dalle scosse
funky di “
Saddest funk ever” e dalle frenesie
hard n’ roll-istiche di “
Thy kingdom come”, ad incarnare lo spirito più istrionico della formazione brasileira.
Ancora un eccellente esempio di vibrante
hard-blues per il terzo millennio chiamato “
Love cage”, prima del brano maggiormente “creativo” dell’opera, titolo “
Watch me (I’m today’s news)” e un magnetismo melodico fluttuante, penetrante e conturbante, confermato anche nell’
alternative version del brano, aggiunta per questa variante dell’
album.
E sempre a proposito di supplementi specifici, ecco arrivare sei pezzi dal vivo (registrati durante la
Capital Moto Week del 2024), a testimonianza che i nostri, da valorosi esponenti del settore, sanno trasportare efficacemente su di un palco tutta la loro esuberante efficacia espressiva.
A questo punto non rimane che attendere nuove
leccornie musicali da parte degli
Electric Mob, stavolta, però, ponendo il loro nome a caratteri cubitali tra le promesse concrete del
rockrama contemporaneo.