Cinque anni dopo il debut album
“Evil Reaping Death” torna il quartetto floridiano degli
Hexorcist … ed è di nuovo nostalgia … canaglia o meno lo vedremo alla fine … quello che ci regala questo follow up è la giusta commistione di death metal old school infarcito di pesantissimo thrash metal …
Possessed,
Slayer (“
Show No Mercy” era)
Sadistic Intent e tanto tanto
Morbid Angel … per un “anti evoluzionista” come il sottoscritto dovrebbe essere pura manna dal cielo visto anche che l’album è ben “studiato e calibrato” non solo a livello di songwiritng, dove difficilmente troviamo momenti di stanca, ma anche a livello di tracklist. Si ci fate caso infatti, è ben bilanciata tra pezzi più “articolati e sviluppati” , che non raggiungono comunque mai i 5 minuti, e altri più diretti e tritaossa, dei veri e propri “sfoghi musicali impazziti” che spazzano via tutto e mantengono sempre altissima l’attenzione. Come detto in sede d’ “introduzione” i
Morbid Angel (di “
Altars Of Madness” ovviamente) la fanno da padrone a livello di influenze chiaramente riconoscibili in diversi pezzi , dalla title track a “
Emissary Of Evil” (dove il break/ripartenza centrale è più a la “
Blessed Are The Sick”) , passando per “
Adverse Sacraments” e finendo con “
Exordium Of Profanation” ma nonostante questo forte “già sentito” , i quattro floridiani si fanno apprezzare per la loro immediata spontaneità, per la capacità e la volontà di non strafare, ma “semplicemente” di sparare tutte le loro cartucce in una sequenza ben calibrata allo scopo di ottenere il massimo dei danni. La produzione, potente ma dinamica, aggiunge un’ulteriore punto a favore della band, mentre l’eccesivo uso di solos troppo dissonanti e un po’ “alla cazzo” (si può dire o è poco inclusivo?) per il mio gusto, interrompono/diminuiscono l’impatto distruttivo in fase di ascolto. Dire che questa interpretazione del death metal non mi piace equivarrebbe a negare le mie origini e la folgorazione sulla strada dell’estremo, però c’è da dire che, nel complesso, pur regalandomi un po’ di piacevole amarcord e deja vu musicale, l’album mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca, convinto come sono che gli originali restino migliori e che un omaggio resta comunque tale … se però non siete troppo “vecchi rompi palle” vedrete che “
Crucificial Imprecations” saprà colpire il vostro animo estremo… maledetta senilità …
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