Che siate
fans della prima ora degli
Osukaru o che li abbiate “scoperti” solo grazie alle ristampe del 2024 della loro attuale
label, sappiate che questo “
Tall tales” è il loro disco più riuscito e appassionante.
Un “messaggio” indirizzato, ovviamente, anche a chi, colpevolmente, non abbia ancora dimestichezza con questa brillante formazione svedese fondata nel 2010 da
Oz Hawe Petersson e giunta alla sua settima incisione all’insegna dell’
hard melodico e del
class-metal.
Affermare che “
Tall tales” è la prova migliore di una discografia di ottimo livello appare “impegnativo” ma anche abbastanza “agevole”, dal momento che la sequenza dei brani qui presenti è talmente adescante e coinvolgente da non lasciare troppi dubbi, almeno se Dokken, Hurricane, Bon Jovi e (primi) Winger continuano a frequentare attivamente i vostri ascolti quotidiani.
In realtà, nonostante l’evidente retaggio, gli
Osukaru non rischiano mai di essere un “surrogato” dei suddetti venerabili del settore, e state certi che, stavolta più che mai, non sceglierete di concedere una
chance alla loro produzione musicale a causa di un fenomeno di saturazione da parte dei “classici”.
Con la voce “educata” e passionale di
Frederik Warner e le chitarre smaniose di
Pettersson in veste di protagoniste, ogni brano dell’
album esibisce dosi imponenti d’incisività e coinvolgimento, di un tipo che senza la necessaria ispirazione non sarebbe realizzabile.
Si parte spediti in maniera diretta con la fremente “
Exceeder” e il suo
riff svettante e il coro rimbombante, mentre con “
Wendigo” il clima sonoro si tinge dei colori pastosi del
southern n’ blues alla maniera di certi Tangier per poi sfociare in un
refrain degno dei Danger Danger.
Si continua con le pulsazioni alla Foreigner / FM di “
Blood on the rocks”, e se la
Bolton-esca “
The outer side within” sarebbe perfetta per accompagnare le scene romantiche di una pellicola
ottantiana, la bellicosa “
Ronin” consente di estendere un meritato plauso anche alla sezione ritmica
Zorath / C.D, sempre puntuale e precisa e, all’occorrenza, come in questo caso, anche trascinante.
E sempre a proposito di “traini” sonici ecco arrivare il contagioso
anthem hard n’ roll “
Who do you love”, seguito dalla suadente, densa ed accattivante “
Split” (non lontanissima da certo
radio-rock contemporaneo) e da una “
Only moments left” che invece punta sulle sfumature
soul dell’ugola di
Warner per irretire chiunque ami le atmosfere crepuscolari, “virili” e avvolgenti.
Con “
When it’s over” la raccolta sfocia nel melodramma e lo fa sfoderando una tensione espressiva davvero intensa, a ulteriore testimonianza delle diverse sfaccettature della personalità artistica degli
Osukaru, capaci di mescolare, con rara calibrazione, fraseggi musicali turbinosi e fascinose stratificazioni vocali nell’eccellente traccia conclusiva denominata “
C’est dans ta tête”.
“
Tall tales” rappresenta (finora), come anticipato, l’apice artistico degli
Osukaru, un gruppo di scintillanti esecutori e abilissimi
songwriters che la
Pride & Joy Music definisce senza mezzi termini o falsi pudori “
one of the world’s finest Hair Metal bands” … ascoltateli e non potrete che concordare pienamente.