Consortium Project - Consortium Project VI - Legacy Of Empires

Copertina 6

Info

Anno di uscita:2026
Durata:42 min.
Etichetta:Frontiers Music

Tracklist

  1. THE CONSTELLATION OF THE STARS
  2. LEGACY OF EMPIRES
  3. A DECLARATION OF INDEPENDENCE
  4. GODS FROM THE HEAVENS ABOVE
  5. A KINGDOM FOR HEROES
  6. PYRAMIDS OF POWER
  7. THE SECRETS OF CREATION
  8. AWAKE THE FORGOTTEN SOULS
  9. THE BURDEN OF TRUTH
  10. NATURE'S EYES

Line up

  • Ian Parry: vocals, keyboards
  • Stephan Lill: guitars
  • Johann Cadot: guitars, keyboards, vocals
  • Luca Sellitto: guitars
  • Allan Sorensen: drums
  • Andreas Passmark: bass
  • Franky Rummler: bass
  • Jan Bijlsma: guest bass (8)
  • Kristoffer Gildenlow: guest bass (2)
  • Robert Finan: guest bass (10)
  • Carmine Vivo: guest bass (9)
  • Casey Grillo: guest drums (10)
  • Patrick Rondat: guitar solo (2)

Voto medio utenti

A ben quindici anni di distanza, quando ormai chiunque sulla terra (eccetto Ian Parry) aveva dimenticato dell'esistenza del progetto, arriva inaspettato come un pensiero logico di Salvini il sesto capitolo di "Consortium Project", o, come l'ho sempre immaginato io "L'Ayreon dei poveri". E già nella mia recensione di tanti anni fa (potete leggerla QUI) vi raccontavo di come, fatta salva la bontà e le intenzioni, molto spesso la musica del Consorzio risentiva fin troppo dell'effetto copia carbone, cercando di replicare, anche nelle tematiche del concept sottostante (peraltro concluso nel quinto capitolo), quelle atmosfere sci-fi-prog che, se di certo non sono appannaggio esclusivo del lungacchione di Hilversum, nei primi anni duemila andavano via come il pane... E la mente vola a Genius, Leonardo - The Absolute Man, tutti i progetti Magna Carta e in generale quella tendenza a fare l'All Star Prog Record coinvolgendo grazie a quella diavoleria dell'internette musicisti tra i più famosi e disparati, pur non riuscendo a battere mai il Lucassen quanto a scrittura e composizione (ma questi erano i bei tempi, poi se penso a "Transitus" mi viene la colite...).

InZomma, onore a Ian Parry che dopo tutto questo tempo ri-tira fuori, come sempre più spesso succede quando la label è Frontiers, un progetto un tempo mediamente di successo, oggi morto e dimenticato, cercando di ridargli nuova vita. E, come al solito, il risultato è sempre lo stesso: invidiabile l'impegno, carino il risultato. Anche in questo sesto capitolo, un po' meno infarcito di guest ma sempre bello ciccioso, il concept viene portato avanti grazie ad una manciata di brani prog metal, poco prog per la verità, ma collegati da queste tastiere che qui fanno più da background che da protagoniste. Il problema è che il sound di "Legacy Of Empires" è davvero fuori tempo massimo, riuscendo a sembrare un album del 2002 pur essendo curato, ben eseguito e discretamente prodotto.

Morale della favola:
- C'era bisogno del sesto capitolo del Consortium Project? Per me no.
- Me lo godo lo stesso? Ma sì, dai.
- Grido al miracolo? Nah.






Recensione a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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