Copertina 7

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2026
Durata:39 min.
Etichetta:High Roller Records

Tracklist

  1. LOADED GUN
  2. WELCOME IN THE REAL WORLD
  3. THE GRAND FINALE
  4. GONE TOO SOON
  5. ROLL THE DICE
  6. HARD DAY COMING
  7. DON'T GET ME WRONG
  8. THE FIRE STILL BURNS
  9. IN THE EYE OF THE STORM
  10. WHAT YOU SEE IS WHAT YOU GET

Line up

  • Paul “Shorty” Van Camp: guitars, vocals
  • Ian Anthony: bass
  • Ivan "Vanne" Opdebeeck: drums

Voto medio utenti

Il percorso musicale dei Killer - iniziato nel lontano 1980 - sembrava essersi concluso con una manciata di boxset anche andavano a ricapitolare la loro discografia e infine con l'album "Hellfire", uscito nel 2023, poi invece Paul “Shorty” Van Camp, chitarra e voce - e soprattutto l'unico membro originale e che da sempre regge le redini della band - ha sentito la necessità e la possibilità di un "Gran Finale".

Questa la genesi di "The Grand Finale" e di una copertina con quel patibolo e tre cappi che sembrano proprio attendere i tre musicisti che oggi fanno parte dei Killer: il già citato Van Camp, Ian Anthony al basso e il batterista Ivan Opdebeeck. Ma il boia può attendere, dato che i Killer non spariranno da un giorno all'altro, tutt'altro, dato che prenderanno parte al tour europeo degli Anvil, previsto tra ottobre e dicembre del 2026, in qualità di ospiti speciali.
Immagino che nella scaletta troveranno posto i classici più datati della band ("Ready for Hell", "No Future", "Wall of Sound", "Shock Waves"...) ma non mancheranno estratti da "The Grand Finale", perché, come vedremo, accoglie canzone degne di menzione, già a partire dalla ruvida "Loaded Gun", nel più classico stile dei Killer e forse solo con un pizzico del Motörhead sound in più "del solito". E questi ultimi non vengono citati per puro caso, dato che Van Camp ha dedicato "The Grand Finale" proprio al mai troppo compianto Lemmy Kilmister, inoltre come ospite sul disco troviamo Lloyd, cantante della tribute band Motorheadz in cui milita anche lo stesso Van Camp, e i risultati si vedono - anzi si ascoltano - su "Roll The Dice" e "What You See Is What You Get", episodi dove spadroneggia lo spirito dello Snaggletooth.
Non che il resto della tracklist sia rose e fiori: dell'opener abbiamo già detto e pezzi come la stessa titletrack, "Welcome in the Real World" o "Don't Get Me Wrong" non sono certo da meno, con piglio e bordate Hard & Heavy tra Saxon, Tank, Raven e Motörhead, che si acquietano solo nella malinconica "Gone Too Soon" con quel suo mood blueseggiante e settantiano, e in parte nei rimandi British Metal di "The Fire Still Burns" e "In the Eye of the Storm", ma in tutte e tre i casi con risultati non particolarmente esaltanti.

Ecco così che un'altra delle band che hanno accompagnato la mia gioventù ha deciso di staccare la spina e andare in "quiescenza" salutandoci con "The Grand Finale", un disco onesto che pur con qualche ripetitività e autocitazione resta un buon congedo ma soprattutto da non sottovalutare visto che è stato in grado di "ricreare la magia".

Ci mancheranno i Killer?
Si. Sicuramente per il loro sound sporco e riottoso, ma – ammetto - sentirò un pizzico di nostalgia pure per quel battagliero logo che tanto mi aveva affascinato sin dalla sua prima apparizione su "Shock Waves".



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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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