Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2026
Durata:34 min.
Etichetta:Wild Kingdom Records

Tracklist

  1. CREATURE OF THE NIGHT
  2. FLYING TOO HIGH
  3. QUIT YOU
  4. DO YOU THINK ABOUT ME
  5. (DOOMED TO A) LIFE OF MISERY
  6. HEART OF STONE
  7. CRYSTAL EYES
  8. PLAYING WITH FIRE
  9. LOSER
  10. A LITTLE TOO LATE

Line up

  • Ann-Sofie Hoyles: vocals
  • John Hoyles: guitar
  • Olle Griphammar: bass
  • Ricard Harryson: drums

Voto medio utenti

Chi conosce la parabola artistica degli Spiders lo sa bene … gli svedesi sono specializzati nel (ri)proporre quelle atmosfere genuine e accessibili e che nei seventies rendevano il rock qualcosa di emotivamente “speciale”, capace di farti sorridere, commuovere o scuotere il deretano senza sofismi o particolari sovrastrutture.
Un approccio musicale che lungo il percorso discografico si è pure lievemente “alleggerito”, spostando il focus di parecchie composizioni ancora più indietro nel tempo, puntando dritto sui “favolosi anni sessanta” così importanti per le sorti dell’allora imberbe rock n’ roll.
Una questione “nostalgica”, certamente, eppure mai didascalica, grazie ad una capacità innata nel vitalizzare melodie canoniche, attingendo dai padri fondatori ed elaborandone con acume gli insegnamenti, arrivando a predisporre una formula espressiva dai tratti talvolta squisitamente naif e che sa sempre “magicamente” trasformare il grigiore del quotidiano in proiezioni di luce e colore.
Insomma, per tutti quelli che ritengono utile per il loro “equilibrio psichico” ricorrere con una certa frequenza ad una mistura di The Runaways, T-Rex, Rolling Stones, Suzi Quatro e Blondie, il nuovo lavoro dei nostri, titolo “Crystal eyes”, sarà un vero toccasana, in grado di tradurre in suoni e parole la freschezza ristoratrice di una giornata estiva tersa e ventilata.
In un radioso e variopinto collage sonoro che sembra davvero perfetto per la voce fascinosa di Ann-Sofie Hoyles e per la finezza esecutiva di John Hoyles (ben coadiuvati dall’efficace sezione ritmica formata da Olle Griphammar e Ricard Harryson), l’albo germoglia con la pulsante e glitterata energia di “Creature of the night” e poi si sviluppa attraverso la melodia vanesia e seducente di “Flying too high” e la carica di “Quit you”, illuminata fusione tra Stones e Kiss.
Ancora una spensieratezza rollistica denominata “Do you think about me”, prima che l’elegia soffusa e vagamente kitsch di “(Doomed to a) life of misery” s’insinui nel clima di un’opera che con “Heart of stone” riprende a professare la sua spavalderia, edificata sul riff accattivante di John e sull’ugola passionale di Ann-Sofie.
Arrivati alla raffinata e sinuosa title-track del disco si comprende ancor più chiaramente quanto gli Spiders siano “dentro” questo sound senza forzature o finzioni, sensazione rafforzata pure dall’ascolto dell’inebriante “Playing with fire”, impreziosita da suggestivi pigmenti psych.
Immergersi nelle delizie sixties-pop di “Loser” e illanguidirsi con la ballata ondeggiante e carezzevole “A little too late” sono le ultime due opportunità sensoriali offerte da “Crystal eyes” a tutti quelli che apprezzano le cose “semplici” alimentate dal talento e dal desiderio istintivo di trasmettere emozioni.
In un rockrama convulso, spesso “ultraprocessato” e sempre più tecnologico, ha ancora senso la musica degli Spiders? Credo proprio di sì … teniamoceli stretti e difendiamoli come faremmo con una specie a rischio d’estinzione.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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