Copertina 7,5

Info

Genere:Heavy Metal
Anno di uscita:2005
Durata:46 min.
Etichetta:Small Stone
Distribuzione:Brainstorm

Tracklist

  1. LOVE AND LOATHING
  2. GERM
  3. SMILE
  4. FEEDBACK
  5. BLEEDING FIRE
  6. BLOODSHOT
  7. BY MY HANDS
  8. THE BAR SONG
  9. MY INNER INJUSTICE
  10. CHINVAT BRIDGE
  11. YOU & ME
  12. SAY YES

Line up

  • Eric Larson: all instruments, vocals

Voto medio utenti

L'irsuto chitarrista degli Alabama Thunderpussy, Eric Larson, è particolarmente orgoglioso della sua fama di musicista eclettico e completo. Per questo non manca mai di ricordare i suoi trascorsi come batterista negli Avail, di drummer e vocalist nei mortiferi Kilara, ed ovviamente di implacabile riffmaster nei lanciatissimi ATP. Beninteso che il virginiano non mostra alcun fanatismo da megalomane del rock, anzi il suo atteggiamento è sempre assai umile oltre che tendente ad una certa visione anarco-proletaria, ma giustamente neppure nasconde la fierezza di chi ha fatto della musica un fondamento della propria vita ed ancora s'impegna a migliorare il rapporto con essa.
Così dopo aver consolidato la crescita ed il successo della sua band principale, per dare sfogo concreto alla propria indole prolifica Larson ha inaugurato un'attività solistica nell'intento di esplorare aspetti stilistici che lo coinvolgono profondamente.
Il primo album uscito a suo nome ("The resounding") lo vedeva infatti, con la collaborazione di alcuni amici, esprimere un lato intimista e riflessivo che mai era potuto emergere nelle formazioni di cui ha fatto parte, destando una certa sorpresa tra gli appassionati.
In questo secondo lavoro il chitarrista ha agito ancora più in grande, facendo realmente tutto da solo. Come recita il booklet ogni singola nota ed ogni singola parola sono state realizzate da Larson, il quale stavolta ha rispolverato le proprie radici metal-punk per un disco pieno di rabbia, cattiveria e pesantezza heavy.
Martelli esplosivi come "Love and loathing", "Smile", "By my hands" non sfigurerebbero nella produzione ATP attuale e peraltro neppure in quella di tanti campioni metal ortodossi, grazie ad un serrato cipiglio metallico fatto di riffs violenti, ritmiche ai limiti dell'hardcore ed urla sgraziate.
Ma Larson non è tipo da fossilizzarsi in soluzioni a senso unico, quindi spazia con ottimi risultati in una ballata di atmosfera country come "Bleeding fire", nello stoner massiccio e rallentato di "Germ" ed in quello avvolgente ed ipnotico di "My inner injustice", arrivando fino allo slow heavy-acido di "You & me" che ricorda gli episodi del disco precedente.
In sostanza un disco ricco di varietà ed interessante, tutta farina del sacco di Larson che si conferma musicista di spessore sia sotto il profilo compositivo che sotto quello multi-strumentale. Album qualitativamente all'altezza della produzione ATP e sicuramente superiore alla media dei lavori heavy rock/stoner, genere nel quale sarà comunque fatto rientrare e dove troverà il pubblico maggiormente ricettivo.

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