Copertina 7

Info

Anno di uscita:2008
Durata:43 min.
Etichetta:Nuclear Blast
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. I’M GOING IN
  2. MONKEY BUSINESS
  3. FOLLOW ME
  4. HAVE A DRINK ON ME
  5. DON’T CARE
  6. REACH OUT (AND REGRET)
  7. GENERATION X
  8. NO ONE KNOWS
  9. LIVE FAST - DIE YOUNG
  10. NOT YOUR KIND
  11. FEED US

Line up

  • Peter Tagtgren: vocals, all instruments

Voto medio utenti

Un uomo solo al comando, arrivato al sesto album con le sue sole forze...almeno per quanto riguarda il progetto Pain.

Sua sonorità Peter Tagtren, uno dei più famosi produttori del Metal pesante a carattere scandinavo e dintorni, nonchè mente anche dei fantastici Hypocrisy, ritorna sotto forma di Pain con un album decisamente guitar driven, in cui l'immancabile elettronica compie il suo corso, donando dinamicità e danzabilità alle canzoni.

Qualcuno potrebbe obiettare che sono solo canzonette (come in realtà sono...dirette, semplici, con struttura lineare e catchy come il genere impone ed una elettronica diretta diretta figlia degli Depeche Mode - a proposito, nel bonus cd potete trovare la cover di "Behind The Wheel" degli stessi DM, decisamente un rifacimento azzeccato), ma dannazione quanto sono (in parte) efficaci!

"Cynic Paradise" è un dischetto che in linea generale non può non piacere, anche perchè un paio di soluzioni veramente DOC ci sono...il buon Peter che se la urla nell'accoppiata iniziale "I'm Going In" e "Monkey Business" non è affatto male, mentre la seguente "Follow Me" (in cui appare anche Anette Olzon, cantante dei Nighwish) arriva pronta per infuriare in ogni Dancefloor.
Proseguendo troviamo "Have A Drink On Me", un ottimo episodio Country dal sapore comunque Dark ed ancora la mazzata "Don't Care", marziale come una pioggia di schiaffoni.

Le prime 5 songs sono davvero micidiali.

Poi il dischetto vira un pochino, come d'altronde quasi ogni album dei Pain.

"Reach Out (And Regret)" lascia un pelo perplessi, quasi volesse fare il verso a Mr. Manson ed anche la seguente "Generation X", pur essendo una canzone superiore alla precedente, ha quasi il sapore di riempitivo (non convincentissima la linea vocale).
"No One Knows", un mid tempo elettronico e malato alza ancora un poco il livello, ma non si ri-decolla ancora ne con "Live Fast, Die Young" ne con la penultima "Not Your Kind"... finalmente l'ultima song, in cui riappare la Olzon riporta in alto il vessillo dei Pain, lasciato a mezz'asta dopo il quinto brano.

Un disco per metà da 10 e per metà da 5... splendido a metà, come ogni album di Mr. Tagtren di Pain vestito.
Recensione a cura di Massimo 'Whora' Pirazzoli

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 18 nov 2008 alle 09:00

A me 'stò disco è piaciuto, nonostante sia il più ruffiano tra i 6 prodotti da Tangtren per i Pain. Esalta e pompa che è una bellezza. Certo, non è originalissimo, scontato nelle strutture e la sensazione del ritornello facile facile aleggia per tutto il disco, ma è una sorpresa vedere che una belva come Peter sappia scrivere pezzi così melodici e potenti allo stesso tempo. Cosa che ai numi tutelari del genere (Nine Inch Nails in primis) non riesce più da tempo.

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