Musica e gioco d'azzardo: dai Motorhead e Ray Charles ad Elvis

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Pubblicato il:09/09/2020
Il gioco d’azzardo con la sua atmosfera, i suoi tavoli verdi non è stato d’ispirazione soltanto per romanzi, libri e film come James Bond l’agente con licenza di uccidere, bensì anche di diverse canzoni. Tanti sono autori, compositori e musicisti che avevano la passione per il gioco, altri si lasciavano incantare dal fascino che c’è dietro, Vediamo insieme una selezione di brani in cui c’è tanto “azzardo”.

Viva Las Vegas di Elvis Presley fra le più conosciute

Iniziamo con The King of Rock’n’Roll, esso stesso ispirazioni di almeno metà della musica dei giorni nostri. Ebbene la relazione fra la rockstar di Memphis e il mondo dei casinò era alquanto intensa. Oltre al brano Viva Las Vegas, inno senza segreti al mondo di “perdizione” e di possibilità della capitale del gioco d’azzardo, Elvis partecipò anche a un film omonimo del brano, in cui egli stesso interpretava un pilota di auto da corsa che tenta la fortuna al casinò di Las Vegas vincendo e decide di comprare un motore potente per potersi aggiudicare un Gran Premio. Chissà se al giorno d’oggi “The King” avrebbe apprezzato le applicazioni e le piattaforme attuali come Starcasino.it con i loro svariati giochi da casinò, slot online e gli altri giochi virtuali. Continuiamo con un altro pezzo che è stato ispirato al mondo dei tavoli verdi: Casino Boogie di un’altra band che ha dell’immortale proprio come Presley, The Rolling Stones. La leggenda su questo pezzo vuole che la canzone stessa sia un inno alla cabala, alla fortuna, al caso, poiché le parole del testo furono pescate a caso sul tavolo dello studio di registrazione.

Motorhead, Ray Charles e la famosissima Poker Face

Nel 1980 i Motorhead scrissero Ace of Spades, letteralmente tradotto il brano vuol dire Asso di Picche, il riferimento al gioco del poker o ai giochi di carte in generale è diretto e palese. Nei tre minuti di heavy metal della brand britannica il cantante invitava i suoi fan a credere un po’ nella fortuna dicendo loro che “l’unica carta di cui hai bisogno nella vita è l’asso di picche”.

Con la sua rinomata classe Frank Sinatra cantava che “la fortuna è donna” nella sua “Luck be a lady” e come dargli torto. Sinatra era un habitué dei casinò e dei tavoli verdi e spesso si faceva coinvolgere in partite di poker anche con personaggi illustri della politica americana. Non a casa nel film “Guys and Dolls” Sinatra interpreta Nathan Detroit che prega il “dio dei dadi” affinché gli porti fortuna. E poi c’è lui, Ray Charles Robinson, uno dei più grandi interpreti e creatori della musica soul. Nel 1955 il pianista e cantante scrive “Blackjack”, gioco del quale era appassionato, la sua canzone inizia col dire “lasciatevi dire gente su questo gioco del blackjack…” ed è tutto dire.

Chiudiamo la rassegna con una canzone più moderna, molto più moderna e cioè “Poker Face” di Lady Gaga, un brano entrato nella leggenda. Pubblicato nel settembre del 2008, il brano ha vinto innumerevoli dischi di platino, un disco di diamante negli Stati Uniti e un disco d’oro in Austria. La cantante nella canzone afferma che è difficile leggere la sua faccia da poker, ma alcune fonti autorevoli dicono che questo testo sia nato all’epoca in cui Lady Gaga faceva la cubista a New York e aveva “rotto” con il suo ex fidanzato e su consiglio di un amico avrebbe dovuto appunto esibire la sua migliore faccia da poker.

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Articolo a cura di Gianluca 'Graz' Grazioli

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