SCHIZOPHRENIA, uno sguardo al passato per evolversi nel futuro!

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Pubblicato agli inizi di Febbraio di questo 2022, 'Recollections Of The Insane' degli Schizophrenia è stato uno dei dischi finora più interessanti in ambito death metal, dove la voglia della band di pubblicare il loro debut album ha portato alla realizzazione di un disco valido e con un attitudine sincera e piena di passione. Andiamo quindi a scoprire cosa c'è nei piani futuri della band, il lavoro dietro a 'Recollections Of The Insane', e molto altro, in una intervista con il bassista e cantante del gruppo Riccardo Mandozzi!

Ciao Riccardo! Parliamo del vostro nuovo album 'Recollections Of The Insane'. In che periodo avete iniziato a lavorarci e come è avvenuto il processo di songwriting nello specifico?

Ciao! Abbiamo iniziato la composizione dell'album verso la fine del 2020 dopo alcuni mesi di frustrazione a causa dello stop forzato che tutti hanno avuto a causa del Corona Virus. L'intero processo ha richiesto circa 5 o 6 mesi nei quali siamo stati davvero produttivi, perché eravamo nel mezzo di un secondo lockdown e abbiamo avuto molto tempo libero per lavorare sulla nostra musica. In questi mesi abbiamo scritto molta musica, molto più di quella che è finita poi su 'Recollections of the Insane'. Per tutte le canzoni che sono sull'album abbiamo avuto molte versioni diverse, spesso molto diverse l'una dall'altra. Dato che il Belgio ha avuto delle regole molto severe durante la pandemia, è stato davvero difficile per noi lavorare tutti assieme come band in una vera e propria sala prove, quindi spesso registravamo riff o parti di canzoni a casa nostra, le mandavamo al resto della band, e ci davamo degli input a vicenda. Non è stato molto rock 'n' roll, ma questa era la situazione e ci siamo dovuti adattare. Alla fine quelle canzoni sono state provate insieme una volta che avevamo una versione finita. Dopo aver fatto una prima pre-produzione per conto nostro ci siamo messi in contatto con Francesco Paoli (Fleshgod
Apocalypse) chiedendogli di produrre questo disco, e dopo aver ascoltato quello che avevamo ha subito accettato. Devo dire che è stato un grande piacere lavorare con un musicista e produttore così talentuoso che ci ha davvero aiutato a sviluppare le nostre canzoni nel miglior modo possibile.

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Guardando la copertina non ho potuto fare a meno di pensare a 'Failures Of The Gods' degli Immolation. Quanta importanza ha la vecchia scuola death metal per la vostra musica?

In realtà la copertina del nostro album non è ispirata da "Failures of the Gods", in realtà abbiamo preso più ispirazione dal film "L'esorcista" perché volevamo rappresentare una sorta di misteriosa divinità malvagia, come la iconica statua di Pazuzu. Ma comunque sì, il death metal vecchia scuola ha sempre avuto un'enorme influenza su di noi. Tutti noi amiamo il thrash e il death metal, e abbiamo anche diversi background musicali, ma il death metal è sicuramente qualcosa che influenza molto la nostra musica. Quando iniziammo questo progetto non volevamo suonare come una qualsiasi altra band thrash metal moderna, e abbiamo pensato che prendere ispirazione solamente da quello stile avrebbe posto dei limiti alla nostra creatività. Chiaramente non abbiamo inventato nulla di nuovo, ma abbiamo sentito che era importante per noi integrare tutte le nostre diverse influenze in questo processo creativo e fare qualcosa di un po' diverso dal solito thrash o death metal standard.

Prima di 'Recollections Of The Insane' avete pubblicato un EP intitolato 'Voices' all'inizio del 2020. Ritenete che ci siano differenze stilistico-musicali tra quel lavoro e questo nuovo disco?

Assolutamente! "Voices" era molto più thrash di questo nuovo disco. Ma con il nostro primo EP ci siamo limitati a scrivere musica solo in una certa direzione, e abbiamo evitato di inserirvi alcuni elementi che
avevamo già comunque dentro di noi. Con "Recollections of the Insane" non potevamo tenere tutti questi elementi e influenze al di fuori del nostro processo creativo e abbiamo scritto musica in modo molto naturale senza pensare molto a quale tipo di stile fosse.

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La pandemia da Covid 19 ha costretto molte band a riprogrammare le loro date europee. Quanto essa ha influenzato i vostri piani di tour?

Il Covid ha abbastanza incasinato i nostri piani ad essere onesti, haha! Il nostro primo EP è uscito alla fine di Gennaio 2020, proprio quando la pandemia stava scoppiando in
Europa. Nel mese di Marzo 2020 siamo poi riusciti a fare un tour di 10 giorni con gli Evil Invaders, ma abbiamo suonato solo 7 show perché il resto del tour è stato cancellato a causa dello scoppio della pandemia in tutta
Europa. Dopo di che, abbiamo pianificato altri 3 tour e un sacco di altri spettacoli che alla fine sono stati cancellati. In 2
anni abbiamo avuto qualcosa come 100 spettacoli cancellati, che è un numero enorme. Per fortuna siamo riusciti a
a suonare in alcune location e festival l'anno scorso, abbiamo fatto l'Obscene Extreme Festival in Repubblica Ceca e il Defenders of the Faith Fest ad Amburgo, oltre ad una manciata di altri show tra Germania e
Belgio, ma sicuramente non tanti quanti avremmo dovuto suonare nella teoria. Comunque, la situazione del Covid 19 sembra andare meglio ora, quindi stiamo finalmente programmando alcuni nuovi spettacoli e festival per quest'anno e dovremmo anche avere un'altra opzione di tour verso l'autunno, oltre agli show in Belgio e Olanda che faremo con gli Evil Invaders in Aprile. Ci manca davvero
suonare dal vivo, è quello che ci piace fare di più, quindi speriamo davvero di poter portare la nostra musica
su un palco di nuovo senza più problemi.

Rimanendo nel campo dei concerti, ci sono paesi in cui vi piacerebbe suonare, dove non siete mai stati? Se sì, quali?

Personalmente, essendo io stesso italiano, mi piacerebbe suonare in Italia e incontrare un sacco di vecchi amici!
A parte questo, più sono meglio è! Amiamo suonare in Germania, ma siamo sempre molto entusiasti di
suonare in un nuovo paese, le folle sono sempre diverse. Sulla nostra bucketlist abbiamo sicuramente gli Stati Uniti, Sud America e Giappone.

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Durante l'ascolto di 'Recollections Of The Insane' ho potuto notare uno stile abbastanza variegato in tutte le canzoni, non trovandomi di fronte a quello che di solito intendo come "muro sonoro". Sieted'accordo con questa
opinione, e quali pensate siano i pezzi più rappresentativi dell'album?


Sì, l'album è davvero molto variegato e se per "muro sonoro" intendi qualcosa alla Bolt Thrower, allora sì, sono d'accordo con te. Ma penso anche che l'album sia abbastanza dinamico e non necessariamente vedo questo come una cosa negativa, anche se amo quanto compatto suoni "For Victory" dei Bolt Thrower, per esempio. Secondo me "Cranial Disintagration", "Divine Immolation", "Inside The Walls Of Madness" e "Sea Of Sorrow" sono i brani più rappresentativi di questo disco, o almeno sono alcuni dei miei preferiti. In particolare "Sea Of Sorrow" per l'atmosfera inquietante che ha, e perché è stata probabilmente una delle canzoni più impegnative che abbiamo fatto, in termini di composizione. Ma l'intero album in generale è stato molto impegnativo sia da scrivere che da registrare. Ci siamo tutti spinti ai nostri limiti, e abbiamo migliorato le nostre abilità come musicisti per essere in grado di suonare queste canzoni come le abbiamo scritte.

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Quali band ritenete siano state più importanti per la vostra crescita come musicisti?

Direi Morbid Angel, Slayer, Demolition Hammer, Pestilence solo per citarne alcuni... Ma come ho detto, tutti noi abbiamo anche altri background musicali che vanno dal punk alla musica classica, dal rock classico degli anni 70 alla fusion, o alla musica latino-americana. Queste ovviamente non sono chiare influenze nel suono delle band ma sicuramente ci aiutano a modellare il nostro suono e stile.

Quali sono i vostri piani futuri, stategià lavorando su nuovo materiale, se ne avete? Possiamo anche sperare in un passaggio in Italia?

Abbiamo ancora molto materiale che non abbiamo usato per "Recollections of the Insane", e non so nemmeno
se lo useremo mai haha! Attualmente non stiamo davvero componendo perché siamo molto occupati a promuovere
l'album. Lavorare assieme alla DIY e occuparsi di quest'album che è stato pubblicato ci ha portato, e ci porta via molto del nostro tempo al momento, ma ci arriveremo presto, dato che stiamo cominciando a ritrovare l'umore per scrivere di nuovo. Non vediamo l'ora di suonare in Italia! Speriamo davvero che saremo in grado di suonare qualche show lì abbastanza presto. Se qualcuno vuole contattarci saremmo più che felici di venire!

Grazie mille per il vostrotempo, grazie per questa intervista e
chiudete come preferite, questo spazio è per voi!


Grazie per lo spazio dedicato e per l'opportunità!
Grazie mille anche a tutti i nostri fan italiani che hanno ordinato disco e merchandising, speriamo di vederci presto in Italia! Ciao!
Ricky
Intervista a cura di Francesco Metelli

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