Royal Hunt: la parola ad Andre Andersen!

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Gruppo:Royal Hunt

Grazie al cordialissimo Elio della Frontiers, siamo riusciti ad entrare in contatto con Andre Andersen, mente e tastiere dietro i Royal Hunt. L’occasione è l’uscita del nuovo “Show Me How to Live”, che ha visto gli Hunters riunire le forze con il bravissimo singer D.C. Cooper. Tante cose, insomma, di cui parlare con un Andre loquace e disponibile. Ecco cosa ne è venuto fuori.

Ciao Andre! È un grande onore per me poter parlare con te, visto che sono uno dei vostri più accaniti fans (quasi) dall’inizio! In questo caso, cercherò di essere il più professionale possibile, eheh! Ok, iniziamo dal nuovo album: “Show me how to live” è un sogno che si avvera per molti fans dei RH in giro per il mondo: D.C. Cooper è tornato alla base. Potresti spiegarci, in poche parole, com’è avvenuto il tutto?
È cominciato tutto in maniera molto semplice, senza nessun “grande piano” in mente: DC ed io abbiamo cominciato a parlare su Skype, e dopo qualche chiacchierata abbiamo deciso di “sondare il terreno” - per così dire – e fare un piccolo tour, giusto per verificare se potevamo ricreare il feeling che avevamo avuto… ed il tutto ha funzionato meravigliosamente. Quindi – ovviamente – il passo successivo era di provare a registrare un album e sono felice di informarti che l’intero processo si è svolto in maniera facile e rilassata.
Da un punto di vista sonoro, le canzoni sono di nuovo lunghe ed ho sentito di nuovo un grande uso dei cori, grazie sia alle coriste che a grandi arrangiamenti anche nelle parti vocali maschili. Chi ha partecipato alle backing vocals? Dato che non ho le liner notes del cd, mi piacerebbe anche sapere a chi appartiene la (bellissima) voce femminile che duetta con DC all’inizio di “Another Man Down”.
È Michelle Raitzin che canta quella parte di “Another Man Down” (ha già fatto alcune apparizioni su “Tears of the Sun” da “Collision Course” e “Shadowman” su “X”). Il resto delle vocals sono state eseguite da Kenny Lubcke, Maria McTurk ed Alexandra Popova.
Secondo me, il vostro sound ha fatto due bei passi indietro (intendilo come un complimento), ritornando alle atmosfere di “Paradox” e dell’era DC, ed ovviamente ciò si sposa benissimo con il ritorno del figliol prodigo… Che ne pensi del sound di “Show me how to live”? Non credi che sia lontano dalle produzioni enormi, ultra-potenti, iper-compresse che tanto vanno di modi in questi tempi?
Beh, ogni cambio nella line-up influisce – ad un certo livello – sullo stile dell’album. DC canta/’suona’ nel suo modo specifico, e questo influisce sul suo stato d’animo mentre scrivi/registri… Come produttore devo mettere ogni membro della band a suo agio, in modo da tirar fuori il meglio da ognuno.
Dopo aver sperimentato con differenti ‘tipi’ di album (sempre nell’universo Royal Hunt, per così dire) mi sembrava giusto tornare un po’ indietro e – alla luce del rientro di DC nei ranghi – recuperare quel tipo di sound/songwriting che ha portato la band a cominciare e ad essere quel che è oggi.
Ma allo stesso tempo: è il 2011 e non potrei ricreare quel sound del 1996 nemmeno se volessi. No, in ogni album che faccio cerco di reinventare i RH un pochino, che sia il songwriting o la produzione, così vedo questo disco come una logica progressione per la band.
… Anche se, forse, le chitarre sono un po’ troppo basse nel mix finale, che ne dici…
È dura per me giudicare obiettivamente: penso che ognuno abbia una sua idea di come un album dovrebbe suonare: alcuni vogliono più chitarra, altri più batteria… Io posso solo dirti che tutti nella band sono molto felici di come suona quest’album! :-)
Parlando della line-up, puoi dirci qualcosa di più sul nuovo chitarrista? Jonas Larsen sembra avere un background neoclassico, dicci di più su questo giovane, promettente talento.
Il nostro ex singer Henrik Brockmann mi ha raccomandato Jonas; mi ha invitato ad uno show degli Highway Jam, e mi sono convinto che Jonas sarebbe andato benissimo – ad un livello personale – nella nostra piccola “famiglia Royal Hunt”. Dopo aver guardato lo show ho invitato Jonas a suonicchiare con noi qualche volta, e la sensazione era buona – lui capisce il sound e lo stile in cui ci muoviamo e ciò combacia perfettamente con il suo modo di suonare. Il suo approccio melodico agli assoli (ed il suo suono) hanno contribuito a riportare un po’ di quel “sound RH vintage”, io credo.
Sei ancora in contatto con I precedenti membri della band? Kenneth, Jacob, Steen… E che mi dici dei cantanti? Come si è conclusa, ad esempio, la vostra relazione con Mark Boals?
La nostra cooperazione con Mark Boals è finita in modo assolutamente non drammatico, tranquillo: Mark è stato informato dei nostri piani riguardo il ritorno di DC e – essendo un vero professionista – ha capito la situazione e la nostra decisione. È sempre stato molto produttivo e molto richiesto; gli auguriamo tutto il successo del mondo… È una grande persona, eccellente musicista, e lo merita tutto.
Per quanto riguarda gli altri Hunters – li vedo molto di frequente; andiamo a vedere concerti insieme, ogni tanto usciamo a fare giri in città, grigliate a casa mia ecc. In breve: siamo molto in contatto, quotidianamente!
Come si è svolto il processo di scrittura, e come avete registrato il tutto? DC è venuto nel tuo studio, o ha registrato le sue parti negli Stati Uniti? Con tutti i supporti digitali, oggi è possibile lavorare anche a 5.000 km di distanza…
NorthPoint è il mio studio, in cui abbiamo registrato alcuni dei nostri albums recenti – grandi apparecchiature (molte delle quali collezionate nel corso degli anni), ambiente confortevole. La RoastingHouse mi è stata raccomandata da Andreas Passmark e da un paio di amici che conoscono lo studio molto bene, e pensavano potesse andar bene con la nostra idea del sound che questo cd avrebbe avuto. Infine, ho utilizzato l’AudioPlanet Mastering, lo uso per tutti i nostri albums dal ’96, gran posto.
DC ha registrato le sue parti negli USA: per varie ragioni non ha potuto venire in Danimarca in tempo, quindi abbiamo cooperato tramite Internet – un modo relativamente semplice di scambiarci materiale registrato, aggiungere modifiche, ecc.
Quindi tu vivi ancora in Danimarca… Tu e gli altri della band vivete nello stesso posto, o vi incontrate solo in occasioni predeterminate?
Sono perfettamente a mio agio nel vivere a Copenhagen, mi godo il privilegio di lavorare senza uscire di casa. Tutti tranne DC ed Andreas (che vive a Stoccolma) abitano nei paraggi, quindi il lavoro procede in maniera facile.
Adesso siete con la Frontiers Records, una delle più grosse labels italiane nel settore. Puoi raccontarci come siete entrati in contatto?
Avevamo lavorato con Frontiers prima, e loro stanno facendo un bel lavoro per noi in questi giorni… sono diventati più grossi e più furbi. La metà del tuo successo deriva dalla gente che lavora dietro – la casa discografica, il management. Puoi anche avere una grande band e grande materiale, ma per rendere un progetto un successo hai bisogno di un team solido alle spalle.
È stata una tua idea o la loro, quella di ri-pubblicare i concerti “1996” e “Closing the Chapter” su dvd? Da fan, posso dirti che non vedevo l’ora, visto che ho sempre considerato “1996” uno dei 5 migliori concerti di sempre visto su VHS…
Beh, una delle cose di cui i nostri fans parlano da sempre sono proprio quei due concerti, che prima erano stati rilasciati in VHS e solo in quantità limitate e solo in alcuni territori… Quindi, considerando il ritorno di DC nella band, abbiamo ingaggiato una compagnia per digitalizzare i master, migliorare l’audio e le parti visive e – ciliegina sulla torta – inserire un documentario di 50 minuti (filmato tra il ’96 e il ’98) per completare il pacchetto.
Come ti relazioni con il vostro più recente passato? Quali sono gli album dei Royal Hunt che ancora ti piacciono molto, e quali quelli che probabilmente faresti diversamente, se potessi tornare indietro?
Tutti i nostri albums sono un po’ differenti tra di loro, eppure tutti hanno quel “sound RH”… Mi piacciono tutti per diverse ragioni, ma (escludendo l’ultimo) se dovessi scegliere ti direi che “Fear” e “X” sono venuti particolarmente bene, secondo me.
Quali sono i piani per il prossimo futuro? State preparando un tour? I vostri fans italiani riusciranno a vedervi da queste parti?
Stiamo pianificando di fare un tour in primavera, ma è ancora troppo presto per dirti qualcosa di concreto… Facciamo uscire l’album, vediamo la reazione dei fans e poi parleremo del tour.
Ok, Andre. Ancora tante grazie per questa intervista. Spero di vederci il prima possibile, a te le ultime parole per salutare I lettori di Metal.it ed i vostri fans!
Ciao a tutti, è un piacere parlare con voi tramite Metal.it! Abbiamo una grande line-up per voi, un nuovo album ed un doppio DVD in uscita ed un possibile tour in primavera – godetevi tutto, spero di vedervi presto!
Intervista a cura di Pippo ′Sbranf′ Marino

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