Copertina 7

Info

Anno di uscita:2009
Durata:44 min.
Etichetta:Frontiers
Distribuzione:Frontiers

Tracklist

  1. THE GIFT OF LIFE
  2. WHEN THE NIGHTMARES WAKE ME UP
  3. GET THE CUP
  4. JUSTICE
  5. RESCUE ME
  6. CAN'T GET OUT OF MY HEAD
  7. THE SHADES OF GREY
  8. GLOOMY DAYS
  9. LIAR
  10. THE WAY
  11. ON THESE WINGS

Line up

  • Michael Bormann: vocals
  • Todd Wolf: guitars, bass, programming
  • Marco Grasshof: keyboards

Voto medio utenti

Cosa aspettarsi da un nuovo progetto di casa Frontiers che vede come protagonisti principali Todd Wolf e Michael Bormann?
Un lavoro alimentato da carburante power metal, sulla scia degli Human Fortress, la band “principale” del primo, oppure un disco fomentato da rock duro e melodia, la materia preferita del secondo? In fondo erano queste le due opzioni verosimilmente plausibili, e, per fortuna, almeno per quanto mi riguarda (ma già immagino le vibrate lamentele dei molti power-metallers “all’ascolto”!), a spuntarla è stato il talentuoso singer, il quale ha portato nei The Trophy gli influssi di Jaded Heart e Bonfire, con i quali, tra gli altri, ha direttamente collaborato in passato, e con essi un po’ tutta la scuola alemanna nell’ambito dell’hard melodico (dagli Scorpions “americani”, ai Fair Warning, passando per Casanova e Mad Max).
In realtà, anche il chitarrista deve verosimilmente nutrire una solida passione per questo tipo di suono, dacché la sua prova, oltre ad essere tecnicamente lodevole, appare piuttosto naturale e ispirata, all’apparenza per nulla “forzata” da un’eventuale “bieca” esigenza “commerciale” o quantomeno da una sorta di “ordine di scuderia”.
Con il fattivo contributo dell’esperto Marco Grasshof, autore d’orchestrazioni tastieristiche che forniscono un interessante contributo talvolta dal carattere piuttosto malinconico (esasperando i termini della questione, con la co-responsabilità del drumming “sintetico”, talune composizioni assumono addirittura un che di vagamente “gotico”… ascoltate, per esempio, le eccellenti “The gift of life” e “The way” o ancora la splendida “Rescue me”, che mi ha ricordato una versione molto AOR dei The Mission), nasce così questo “The gift of life”, un bel dischetto dove il rapporto energia / eleganza è ben risolto e l’intensità emotiva si mantiene su buoni livelli di propagazione per tutta la durata di un programma che, anche senza conquistarsi un panegirico per l’originalità, si dimostra abbastanza fresco e “moderno” nei suoni e nelle suggestioni musicali.
E poi ci sono i registri vocali di Bormann, stentorei e vibranti come sempre (tra un Bon Jovi in stato di grazia, Kip Winger e barlumi di tonalità mutuati dal magistrale John Waite - sentitelo in “When the nightmares wake me up”!), che fanno la differenza, riescono a mitigare quel modesto senso d’affettazione che sembra velare situazioni artistiche di questo tipo e lo caratterizzano ancora una volta come una delle migliori ugole europee in questo settore specifico.
Come anticipato, “The gift of life” si attesta nella categoria degli album ampiamente stimabili, pur senza essere imprescindibili … sarebbe, però, parecchio interessante poter verificare se, viste le qualità dei musicisti coinvolti e la propensione a “rinfrescare” la tradizione, ci sarà la possibilità in futuro, apportando qualche piccolo correttivo soprattutto nel settore “spontaneità” (magari potrebbe aiutare anche una batteria “umana”!), di aspirare a tale prestigioso traguardo … speriamo, dunque, che ci venga data quest’opportunità e che i The Trophy non rimangano solamente l’ennesima meteora estemporanea del business discografico.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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