Copertina 8

Info

Anno di uscita:2010
Durata:38 min.
Etichetta:Valery Records

Tracklist

  1. QUORE DI ROCK 'N' ROLL
  2. MORTA E' LA CITTA'
  3. GLI ARBITRI TI PICCHIANO
  4. IL PRONISTA
  5. TEMPI LUNGHI
  6. SOLDATINI DI PONGO
  7. STAGE DEGLI INNOCENTI
  8. MALDIDO STREET
  9. CHE FIGLIO DI MARIA
  10. BLUES ON
  11. DIATRIBAL ROCK

Line up

  • Pino Scotto: vocals
  • Steve Volta: guitars
  • Frank Kopo: bass
  • Marco Di Salvia: drums
  • Caparezza: guest vocals
  • Nina: guest vocals
  • Filippo Dallinferno: guest guitars
  • Oliviero Riva: guest vocals
  • Kee Marcello: guest guitars

Voto medio utenti

Io su metal.it sono abituato a parlare di musica. Quindi, sebbene io sia d’accordo con un buon 99% delle cose che il caro Pino ci racconta ogni settimana in diversi programmi radiotelevisivi e attraverso i suoi testi, manterrò le mie opinioni personali là dove devono stare e in questa recensione parlerò solo di musica. Musica con la M maiuscola: un rock and roll sincero, diretto, esplosivo, che ti aggredisce senza pietà per tutte le 11 tracce del disco, senza lasciare un attimo di respiro. Guidato da ospiti eccellenti e da una band con gli attributi quadrati (Steve Volta alla chitarra, Frank Kopo al basso e Marco Di Salvia alla batteria), questo lavoro rappresenta l’ennesimo esempio di come il rock tricolore abbia davvero tanto da dire.

Si parte con Quore Di Rock ‘N’ Roll, dove il titolo già dice tutto: rock and roll dei più classici, semplice ed efficace. Poi è il turno di Morta E’ La Città, tra le migliori del disco, veloce e potente, guidata da uno splendido riff e dalla chitarra di Kee Marcello. Gli Arbitri Ti Picchiano vede la partecipazione di Caparezza alla voce e, come tutte le collaborazioni di questo tipo, è un pezzo non incasellabile in un genere preciso. Scelta come primo singolo, in effetti devo dire che risulta davvero efficace e dopo un paio di ascolti è già saldamente piantata in testa. Un rock and roll moderno e prepotente domina anche le successive Pronista e Tempi Lunghi, mentre Soldatini Di Pongo è una sofferta ballad, dedicata ai bambini soldato: grande testo e grande assolo. Si torna a correre con Stage Degli Innocenti e Maldido Street, due sassate in bocca che secondo me basterebbero da sole a zittire tutti i detrattori di Mr. Scotto. Si rallenta un po’ con Che Figlio Di Maria, che ci regala un ritornello pronto a fare sfracelli dal vivo, mentre dopo uno strumentale tributo al blues in Blues On (chitarra acustica e armonica che si rincorrono per circa un minuto) è già ora di salutare il disco con la conclusiva Diatribal Rock: altra mazzata hard rock con una splendida chitarra in grande spolvero.

Non è il disco del secolo, ma è un lavoro ottimo, onesto, ben suonato e ben registrato, che non può lasciare indifferenti gli amanti dell’hard rock. Pino Scotto a mio parere non ha mai fallito un album, né da solo né con Vanadium e Firetrails. Se poi penso a quanto siano devastanti le performance live del singer napoletano e della sua band, allora posso dirlo senza paura di sbagliarmi: a mio parere Pino Scotto rappresenta un pezzo di storia della musica che amo, esattamente al pari di tanti altri che abitano al di là della manica o al di là dell’oceano. Mi dispiace davvero per chi si lascerà ingannare dalle apparenze e non si fermerà ad ascoltare questo album, perché se è vero che quando parla divide, è altrettanto vero che, quando scrive dischi così, Scotto non può fare altro che riunire tutti quanti noi nel nome del rock and roll.
Recensione a cura di Alessandro Quero

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 18 mag 2010 alle 13:04

Beh, abbiamo opinioni diverse su Pino, ma su una cosa ti do ragione. Quando dici che ci sono decine di band underground che meriterebbero spazi e notorietà. Su questo hai ragione non una ma dieci volte, ma purtroppo in Italia si fa fatica a farsi conoscere. Di certo non è colpa di Scotto, che sta sfruttando in pieno il suo momento e fa bene a farlo. Purtroppo per lui, la notorietà è arrivata anche grazie a quello contro cui tanto "combatte". Io però le parole di Pino le leggevo già una ventina di anni fa sulle riviste specializzate ed erano esattamente le stesse di adesso. Forse si può accusare di essersi accostato a personaggi non proprio del nostro giro, ma le idee su tante cose non le ha mai cambiate. E poi, ripeto, musicalmente secondo me non c'è nulla da eccepire. Sono sicuro comunque che saremo d'accordo su tante altre cose e tante altre band! Attendo da mesi di poter dare un 9 o un 10 a un bel gruppo di giovani italiani, spero arrivi presto! Rock on!

Inserito il 18 mag 2010 alle 12:18

Ciao Alessandro, innanzitutto mi compiaccio della tua risposta nonchè della completezza della suddetta. E hai ragione, la stringa finale del mio commento poteva sembrare un attacco personale o cmq diretto principalmente a questo portale (considerazione ovvia in quanto, dopottutto, è qui che si sta comunicando): ammetto di essermi lasciato trainare e di non essere stato del tutto chiaro. Quello che io ricrimino è il "prestigio" e la "fama" generale attribuiti a un personaggio che, partendo dal punto di vista umano (che si riflette nella produzione artistica), si meriterebbe tutt'altro trattamento (indipendentemente da quanto fatto in passato con Vanadium o chiccessia). Ci sono gruppi underground che meriterebbero 1000 volte di più di questo poveretto che non lesina di infarcire il suo personaggio (mirabilmente costruito) e la sua proposta di banali clichè che tanto attirano gli adolescenti che "combattono per il vero rock" (mi pare tanto una versione rozza del manowarismo americano...). Non un'accusa a te, a cui il disco può piacere, ma al trattamento che a livello generale si riserva a un personaggio del genere. Perchè Pino, a parte gli interminabili sporloqui senza capo ne coda, cosa fa per LA MUSICA, QUELLA CON LE PALLE (come lui stessa la definisce)? Lungi dall'invitare in trasmissione valevoli act underground, o di passare video lontani dal mainstream...o di spendere anche una parola di consiglio per valide band emergenti. No, tutto ciò toglierebbe spazio ai suoi video, alla pubblicità che deve fare alle sue date, alle leccate di culo ai suoi amici J-AX e Francesco Sarcina (Le Vibrazioni), tempo fa prontamente insultati dallo stesso e poi improvvisamente veri alfieri del rock made in italy. Un personaggio, a mio avviso, tremendamente disgustoso.

Inserito il 18 mag 2010 alle 09:51

Ciao Summoning. Vorrei che fosse chiaro e limpido che a me non viene in tasca nulla in primis a fare le recensioni, nel caso specifico nè a dare un 8 nè a dare un 4. Come dicevo all'inizio della recensione, non mi andava di inoltrarmi in discussioni su quello che Pino va in giro a raccontare nei suoi programmi, mi sono limitato ad ascoltare il disco e a dare un giudizio. Essendo un giudizio comunque personale, ovviamente può differire da quello che pensi tu o altre mille persone ascoltando l'album. Se vai ad ascoltare gli altri dischi a cui ho dato voti alti, ti accorgerai che premio sempre chi è in grado di proporre un hard rock puro e cazzuto, perchè il mio gusto personale mi porta a preferire certe sonorità. Se mi permetti, io voti alla cazzo non ne do mai a nessuno, si chiamino Pino Scotto o pinco pallino, che vengano dall'Italia o dal Burundi. Che un mio voto alto influenzi le vendite discografiche italiane non lo ritengo proprio possibile. Io do un'opinione e cerco di descrivere i dischi secondo quanto sentono le mie orecchie. Potrai non essere d'accordo e rispetto la tua opinione. Ma da qui ad accusarmi di campanilismo o di scrivere cose a caso per compiacere chicchesia direi che ce ne passa ed è un'accusa che non accetto. Se secondo te la proposta musicale di Pino è "assolutamente mediocre", fai bene a dirlo e a non comprare i suoi dischi. Per me le cose mediocri stanno di casa altrove e io questo disco me lo sono andato a comprare. E per quanto riguarda lo spazio, ti assicuro che tutto quello che arriva in redazione viene recensito.

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