Rieccoli i
Sawthis, un gruppo che negli ultimi quattro anni oltre ad imbarcarsi in innumerevoli date live di spalla a band decisamente note e affermate come i Lacuna Coil (oppure come headliner) si è rifatto pure il look iniziando dal monicker, passando per l'evoluzione stilistica per poi arrivare all'etichetta discografica.
Egod è il loro secondo album, il primo per la Scarlet Records e mostra una band con molte idee da vendere e soprattutto un sound rinnovato, dinamico e potente, che non si fa problemi a strizzare l'occhio a soluzioni stilistiche al passo con i tempi, sempre e comunque rimanendo in un discorso fatto di sano Thrash/Death Metal. Se proprio esiste una parola che identifica i Sawthis nel 2010 è "varietà". Ormai è cosa normale trovare in contemporanea riff granitici, ritmiche possenti e poi all'improvviso ritornelli più ariosi e distesi, e quando serve anche abbastanza catchy, come nel caso di Barabba, brano che offre un refrain intrigante oltre che particolare. Del precedente Fusion (uscito nel corso del 2006) rimane ben poco, mi spiego: si sente che sono i Sawthis, ma è un riflesso passato, come se quel disco fosse un'anticipazione di quello che la band sarebbe stata in grado di fare nel futuro... per poi arrivare a questo 2010 con una forte dose di maturità. Egod è un album indirizzato maggiormente alla nuova generazione di metallari, quelli più aperti di mente che hanno assimilato a dovere la lezione dei gruppi storici provenienti dal Nord Europa e che ora non disdegna di sperimentare e cercare nuove soluzioni stilistiche, quelle provenienti dagli USA per esempio. Effettivamente i Sawthis in questo momento "suonano americano", poi sta a voi decidere se è bene o male. Egod ad ogni modo rimane un disco ben concepito e ben suonato, oltre ad essere prodotto con tutti i crismi del caso. Un bel ritorno, potente e vario.
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