Copertina 6,5

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2012
Durata:47 min.
Etichetta:Agonia Records

Tracklist

  1. DE IMITATIONE CHRISTI
  2. MALEDICTE
  3. DEUS VULT
  4. DOMINUS ILLUMINATIO MEA
  5. MEMENTO MORI
  6. ECCE HOMO
  7. PER ASPERA AD ASTRA
  8. AD NAUSEAM
  9. SCALAE GEMONIAE

Line up

  • LSK: Bass
  • Dave Terror: Drums
  • A.K.: Guitars
  • EsX: Guitars
  • Saint Vincent: Vocals

Voto medio utenti

Arrivare al quarto album nel pieno anonimato o quasi, non è certo un buon biglietto da visita, ma tant’è ,“Sigil Whore Christ” rappresenta infatti il quarto pargolo della lunga carriera dei nostri francesi. Diciamo subito che l’album non fa gridare al miracolo, non rivoluziona il metal estremo né tanto meno introduce qualcosa di veramente nuovo ed originale, piuttosto ci troviamo di fronte ad un vero mix ( o minestrone che rende ancora meglio il concetto) di generi estremi, si passa infatti dal death al thrash, senza dimenticare i classici black screams, per finire, addirittura, nel farsi una capatina nel power più spinto e senza fronzoli. Per gli amanti dell’eterogeneità, “Sigil” potrebbe anche essere un album interessante, ma se analizziamo in po’ più in profondità ci rendiamo conto che la pecca maggiore della band capitanata Esx sta proprio in questo continuo cambiare che, da una parte può anche rinfrescare l’amalgama sonoro, ma dall’altra sottolinea in maniera spietata una forte mancanza di idee e di personalità. Se prendiamo l’opener “De Imitatione Christi” passiamo da un intro alla Dimmu Borgir (“Puritanical ..” era) ai Satyricon di “Rebel Extravaganza” per finire agli immancabili Secrets Of The Moon, tutto nel giro di un solo minuto, un po’ troppo direi… Lungo le restanti otto tracce dell’album sentirete continuamente fare capolino questa o quella band, ma su tutti si staglia l’inconfondibile sound floridiano dei Morbid Angel (quelli veri…) accompagnato ad un continuo rimando ai Satyricon più melodici e accessibili, senza dimenticare una leggera vena più moderna che li fa accomodare dritti nella seconda ondata di band dedite ad un black cadenzato, ben educato ma spesso poco efficace. Anche le parti vocali non riescono a sfuggire a questo “già sentito” e troviamo così momenti in screaming dove la presenza di Abbath (Immortal of course) si fa ingombrante, il buon Satyr non manca di accompagnarci nei momenti più cadenzati e le parti death sono affidate ad un Dave Vincent d’annata… Capirete che è molto difficile riuscire a giudicare la band, visto che si limita a copiare, anche abbastanza bene, quanto già detto da altri in passato. E’ indubbio che in questo calderone di reminiscenze estreme, la band riesca a farsi ascoltare senza difficoltà, ma difficilmente vi verrà voglia di riascoltare tutto l’album una volta finito…Se vi piacciono le compilation estreme ben assemblate “Sigil” potrebbe fare al caso vostro, se invece da una band pretendete innanzitutto la personalità, ancor prima dell’originalità, allora lasciate perdere quest’album, c’è molto di meglio in giro…

Ultime opinioni dei lettori

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 24 apr 2012 alle 20:38

Grazie Beppe, speravo di iniziare meglio, invece la vecchiaia ha già colpito, polakki al posto di francesi nn è male eh? Mea culpa

Inserito il 24 apr 2012 alle 08:22

polacchi? sapevo fossero francesi... comunque li seguo bene o male da sabbathical flesh possession. un black metal particolare ma che non colpisce come dovrebbe!

Inserito il 24 apr 2012 alle 08:18

Benvenuto Emiliano.

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