Nargaroth - Black Metal ist Krieg (A Dedication Monument)

Copertina 9

Info

Past
Genere:Black Metal
Anno di uscita:2001
Durata:69 min.
Etichetta:No Colours Records

Tracklist

  1. INTRODUCTION
  2. BLACK METAL IST KRIEG
  3. FAR BEYOND THE STARS
  4. SEVEN TEARS ARE FLOWING TO THE RIVER
  5. I BURN FOR YOU
  6. THE DAY BURZUM KILLED MAYHEM
  7. PISEN PRO SATANA
  8. AMAROK - ZORN DES LAMMES III
  9. ERIK, MAY YOU RAPE THE ANGELS
  10. THE GATES OF ETERNITY
  11. POSSESSED BY BLACK FUCKING METAL

Line up

  • Kanwulf: Vocals, Guitars, Bass, Samples, Effects, Lyrics (tracks 1, 2, 4, 6, 8, 9, 11), Songwriting (tracks 1, 2, 4, 6, 8, 9, 11)
  • Butcher: Drums
  • Occulta Mors: Drums

Voto medio utenti

In Germania, dopo la prima generazione di band del Black Metal della seconda ondata, ovvero Lunar Aurora, Absurd, Bethlehem, Falkenbach e Nagelfar (questi perlomeno i nomi principali), seguirono una folta schiera di formazioni più o meno valide, tra cui Moonblood, Nachtfalke, Dunkelgrafen, Morrigan, Bilskirnir, Horn, Darkened Nocturn Slaughtercult, Aeba, Zorn, Odal, Negator, e tra queste, ve ne era una che pur non innovando alcunché, riuscì a incidere un album destinato, nel bene e nel male, a scrivere una pagina di storia: i Nargaroth, e il lavoro in questione è "Black Metal ist Krieg (A Dedication Monument)", rilasciato nel 2001 tramite la No Colours Records; storica etichetta tedesca estremamente importante per il panorama teutonico e non solo. Non a caso è questa label a rilasciare gli album storici degli Absurd, il capolavoro degli Abyssic Hate "Suicidal Emotions" (2004), dei Falkenbach, dei norvegesi Forgotten Woods, ecc.ecc.

"Black Metal ist Krieg (A Dedication Monument)", traducibile come "Il Black Metal è guerra (Un monumento dedicato)", rappresenta una delle opere più iconiche del Black Metal teutonico e nella sua interezza, quantomeno, come già accennato, per quanto riguarda il corso della seconda generazione della seconda ondata del genere.
Un full-length, che sulla scia del predecessore, il debut "Herbstleyd" (1999), si presentava quantomai devoto alla tradizione della fiamma nera primordiale, dove Ash (in arte Kanwulf) condensava l’attitudine di varie realtà dell'arte oscura riplasmandole a sua immagine e somiglianza.
Particolarmente in evidenza sono gli elementi di Mayhem, Burzum e Darkthrone, i quali assumono una veste rilevante in un costrutto lungo, alternantesi tra momenti nichilistici - prendenti forma nelle sonorità devastanti e dirette come la “Title-track”, la tellurica "Erik, May You Rape the Angels", e nei tremolo monocorde sostenuti dai blast beats di "The Day Burzum Killed Mayhem", alternati sapientemente con mid tempo sferraglianti e dal groove basilare -, ad altri sospensivi, ossessionanti, monocromatici e dilatati, talvolta rarefatti, con una poetica decadente e disperata che si spinge in territori Depressive di matrice burzumiana, capaci realmente di scuotere dalle fondamenta chi vi si accosti - a tal proposito lo zenit è da ravvisarsi negli oltre quattordici minuti di "Seven Tears Are Flowing to the River".

“Black Metal ist Krieg (A Dedication Monument)” rappresenta il vero manifesto del Black Metal degli anni 2000, volto a ridare rilievo e grandezza a una materia nera che in quegli anni andava inesorabilmente scemando, quantomeno nei suoi picchi qualitativi.
Una dedica monumentale in tutti i sensi, un amore sconfinato per il genere, forse a volte quasi puerile nel suo ricalcare determinati stilemi, e nella presenza nella tracklist di un elevato numero di covers, ben quattro su undici tracce. Entrando nel dettaglio delle riproposizioni, troviamo "Far Beyond the Stars" degli svedesi Azhubham Haani, contenuta nel primo e omonimo demo del 1992; "I Burn for you", incisa nel demo "Killing Raping Burning" (1993) dei Lord Foul, band statunitense con all'attivo solo un paio di demo; "Pisen pro Satana" dei cechi Root, risalente al loro demo "Reap of Hell" del 1988 (notare bene la data!); e per concludere, "The Gates of Eternity" dei gloriosi connazionali Moonblood, registrata nel demo del 1995 "The Winter Falls over the Land...". Anche se quest'ultima era abbastanza prevedibile, vista la presenza alle pelli dei Nargaroth di Occulta Mors (insieme a Butcher), leader, per l'appunto, proprio dei Moonblood, oltre che dei grandiosi Nachtfalke.
È vero che si tratta di covers, anche volendo tralasciare il forte lavoro di soggettivazione impressovi sopra dai Nargaroth, non le si possono considerare covers qualunque, bensì un omaggio e un desiderio di dar voce al vero underground, rispolverando non canzoni di band conosciute, bensì di realtà che veramente hanno masticato la polvere dei semiscantinati... L'essenza dell'autentico Raw Black Metal.

Si tratta di un LP che si pone su un piano trascendente rispetto al mero aspetto musicale, sintetizzando e raccogliendo al suo interno anche tutta quella che rappresenta la filosofia del genere e il suo retaggio culturale. Non a caso vi è presente, oltre a testi banalmente distruttivi e misantropici, una certa profondità dal punto di vista tematico, con connotati, talvolta, perfino toccanti. In particolar modo risulta degno di rilievo citare le liriche di Ash in ”The Day Burzum Killed Mayhem””. Qui veniva trattato l’evento dell’omicidio di Euronymous commesso dal Conte, focalizzando l'attenzione sullo sconvolgimento e la disperazione provocata in Ash.
Volendo slanciarsi su un esegesi del testo in questione, prendendo anche in considerazione alcune interviste rilasciate negli anni (che al momento non riesco più a reperire), azzardo l’ipotesi che parte dello sconvolgimento e della disperazione di Ash fosse dovuta, in qualche misura, al fatto che egli probabilmente avesse plasmato il proprio Io sul modello di una parziale identificazione con una imago ipostatizzata del Black Metal, ma soprattutto con i suoi due alfieri principali, ovvero Burzum e Mayhem (e quindi anche Euronymous). Da questa chiave esegetica, se ne può evincere che per Kanwulf sia stato come se l'omicidio fosse avvenuto al suo interno, conseguenza che lo condusse ad esperire sé stesso, nel suo inconscio, nel duplice ruolo di vittima e di carnefice.

"I can still remember
My emotions so confused.
My soul was seeking answers.
No knife I left unused.

So many questions
I had to satisfy.
My soul was under torture,
But I knew my way was right"


Inoltre, viene trattato dell’aspetto tragico che tale evento ebbe per tutto il movimento: non solo la perdita di un grande artista – e in parte perfino di Burzum, in quanto in quegli anni incarcerato e limitato nelle sue capacità artistiche –, bensì anche perché tale circostanza divise tutto l'universo del Black Metal in due fazioni, privandolo così della primigenia unità, e dunque contribuendone al depauperamento della sua forza.

"1993, this year of misery was the knife
which split the Black Metal scene apart.
Since that mighty day Black metal split his Way,
And the unity was never the same again.

Lies, rumors and hate.
Moneymaking, sadness and shame
And all this by, the Day as Burzum Killed Mayhem."


A livello lirico vi è da segnalare anche che "Erik, May You Rape the Angels" è dedicata al batterista dei Borknagar (bensì anche di Immortal e Gorgoroth) Grim, morto suicida nel 1999.

"Black Metal ist Krieg (A Dedication Monument)" rappresenta un vero e proprio condensato di tutto quello che è stato il Black Metal, di quello che avrebbe dovuto essere nel 2001, e un modello di riferimento ancora attuale delle caratteristiche che dovrebbe incarnare una band che voglia dedicarsi al vero culto della fiamma nera.

Un monumento di forza oscura.

Recensione a cura di DiX88

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