Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:77 min.
Etichetta:Pure Prog Records

Tracklist

  1. BEHIND
  2. ADVANCED IN YEARS
  3. GENERATION ISOLATED
  4. MADAME PEST
  5. SCHLAFLOS MUDE
  6. ECSTASY
  7. DAILY SCREAMS
  8. PT. II LONG PAST AND FORGOTTEN …?
  9. MAN OF SORROWS
  10. ADAM
  11. DEAR JULIA
  12. TEARS
  13. LAST SPRING
  14. FAGEFEUER
  15. INDIVIDUAL CIRCUS
  16. EMPTINESS
  17. MAN OF SORROWS

Line up

  • Mario: vocals
  • René: guitars
  • Mötle: bass
  • Little: drums, percussions

Voto medio utenti

Di fronte a operazioni di “recupero” come queste non riesco mai a valutare con precisione se nel mio cuore di “maturo” rockofilo sia preponderante la felicità o la delusione.
E’ più forte la soddisfazione per la riscoperta di un gruppo che avevi enormemente apprezzato e che non aveva avuto la giusta attenzione, o l’infantile frustrazione per un “segreto” (sono sicuro che ne custodite qualcuno anche voi e che mi potete capire …) della tua amata collezione di dischi, oggi svelato e messo a disposizione del “mondo”?
Beh, diciamo, che sarà meglio razionalmente propendere per la prima ipotesi, anche perché questa ristampa arricchita dell’esordio dei Mayfair sembra propedeutica al loro ritorno con un disco nuovo, pianificato per quest’anno (titolo previsto “Schlage, mein Herz, schlage …”), sempre sotto l’egida della Pure Steel Records, nella sua divisione specializzata denominata Pure Prog.
E allora ben venga la riedizione di “Behind …”, un gioiellino di prog-metal oscuro e cerebrale in origine pubblicato nel 1993 dalla piccola e capace etichetta svizzera General Inquisitor Torquemado (la stessa che nello stesso anno patrocinò il debutto degli Xerxes, sempre a proposito di gruppi progressivi originali e trascurati … magari saranno i prossimi ad essere rivalutati …) che manifesta immediatamente le doti non banali di una band alimentata da Warlord, Voivod, Fates Warning, Crimson Glory e Watchtower, ma capace di fornire una visione “propria” del genere, intrisa di pathos, profumata di fragranze esotiche e immersa nelle oscurità di un suono sofferto e incredibilmente catalizzante, in cui l’influenza di un certo goth-rock (“roba” alla Fields of the Nephilim e Mission, per intendersi …) non è affatto marginale.
L’Ep in questione, pur ancora in qualche modo legato alle (nobili) tradizioni metalliche e per certi versi ancora un po’ acerbo, mostra in maniera inequivocabile l’intento di una formazione che non ama adagiarsi nelle ovvietà e attraverso partiture eteree e sinistre come la title-track (dalle suggestioni vagamente Floyd-iane) e “Generation isolated”, caliginose ed epiche come “Advanced in years”, darkeggianti come “Madame Pest” e “Ecstasy” o fascinosamente cangianti e dissonanti come “Schlaflos mude”, sgrana il suo rosario fatto di tensione evocativa e di pulsante fantasia ritmica.
Per approfondire ulteriormente la questione, la label tedesca aggiunge a questa release un secondo Cd di squisita memorabilia, contenente materiale dimostrativo (compreso quello del demo “Find my screams behind this gate” che fruttò il contratto per l’esordio …) di notevole interesse, in cui le stimmate della personalità degli austriaci sono nitide e palesi (ascoltate “Daily screams”, “Man of sorrows” e “Tears”, per referenze immediate, mentre altrove, complice anche una registrazione “amatoriale” la situazione è leggermente più confusa …).
Il loro capolavoro i Mayfair lo realizzeranno con il successivo “Die flucht” (del quale anche qui è possibile intuire le prerogative, grazie alle versioni “primordiali” delle conturbanti “Adam”, “Dear Julia” e “Last spring”, tracce che finiranno proprio su quel favoloso full-length, con lo straniante cantato di Mario sempre più affine ad una convulsa ibridazione tra Geddy Lee e Brian Molko …), dove la versatilità espressiva del gruppo raggiunge il suo apice in un morboso ed equilibrato pastiche stilistico di enorme impatto sensoriale.
Nel 1998, poi, con “Fastest trip to cyber-town”, il morbo della contaminazione e dell’alternative li contagerà oltremisura, finendo per snaturarne le brillanti peculiarità artistiche e per decretarne, finora almeno, la collocazione nel novero delle cult-band.
Bentornati ragazzi, ora la sfida sarà confrontarsi (con una nuova sezione ritmica, in un ruolo importante per le dinamiche sonore dei nostri) con la congestionata e superficiale scena discografica del terzo millennio … non rimane che attendere con ansia “vera” il momento dell’impegnativo confronto.
Recensione a cura di Marco Aimasso

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 19 apr 2013 alle 09:43

e questo fu un grande album che segnò la storia.....!!!!!!!!!!!!!!!!!

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