Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2013
Durata:47 min.

Tracklist

  1. INTRO
  2. GOD OF MOUNTAINS
  3. REST OF MY SOUL
  4. URICH
  5. ALLIANCE
  6. LENNART
  7. HAND OF GLORY
  8. COMRADES
  9. RISING HOPE
  10. SWORD OF THE SLAIN
  11. ORGHULL
  12. OUTRO

Line up

  • Alessandro Bordigoni: vocals, keyboards
  • Carlo Olla: guitars
  • Nicola Piras: bass
  • Giacomo Macis: drums

Voto medio utenti

Alleanza.

Non solo quella che vede riunire alcuni ex membri di due importanti realtà originarie della scena Heavy Metal sarda (nel caso Holy Martyr e Salem's Lot), sotto le insegne dei Ryal, ma anche il titolo del concept che quest'ultimi affrontano nel loro album d'esordio.

Mettere in pratica un concept album non è certo facile, ma con "Alliance" i Ryal riescono nell'impresa. Certo, le parti narrate servono, ovviamente, per delineare al meglio la storia ed aiutare l'ascoltatore a seguirla, tuttavia allo stesso tempo, assieme ai diversi intermezzi musicali, tendono a spezzettarne il percorso musicale. Poco male, perchè proprio grazie a questo aspetto, i Ryal riescono a fare la differenza, e se le influenze del gruppo restano evidenti (Manowar, ed in seconda battuta Iron Maiden, su tutti), le capacità dei singoli ed il lavoro d'assieme fanno la differenza.

Le tinte si fanno ben presto serie con "God of Mountains", un brano che assieme a "Sword of the Slain" faceva parte del vecchio repertorio dei Salem's Lot, e che rimanda al più fiero Epic Metal, con Alessandro Bordigoni che lo affronta con piglio battagliero (e toni vagamente dickinsoniani). Ci si aspetterebbe un crescendo di toni enfatici e bellicosi, invece la seguente "Rest of My Soul" è una elegante ballad che punta decisamente sul pathos e la melodia. E' pertanto la titletrack a doversi assumere l'onere - e l'onore - di riportarci sul campo di battaglia, proprio al fianco dei migliori Domine.
Il crescendo di "Hand of Glory" è indubbiamente uno dei momenti migliori del disco, dove vanno sottolineate anche le belle linee vocali affrontate da Alessandro Bordigoni. La breve e delicata "Rising Hope" mette invece in mostra la chitarra di Carlo Olla, abile tanto nei passaggi melodici quanto in quelli più ferali, come in occasione della già citata "Sword of the Slain", che lascia poi spazio alle interlocutorie "Orghull" e "Another Story", che pongono il sigillo sull'album e sulle avventure di Re Lennart di Helmsmere.

Uscito qualche mese fa autoprodotto dallo stesso gruppo, ora "Alliance" sta per essere ristampato e distribuito dalla sempre attenta My Graveyard Productions.




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Recensione a cura di Sergio 'Ermo' Rapetti

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 09 lug 2013 alle 11:17

atmosfere tra Moanowar e Iron Maiden....bel mix di situazioni....bravi .....bravi...

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