Copertina 8,5

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2013
Durata:44 min.
Etichetta:Century Media

Tracklist

  1. MOTHER OF THE SOUL
  2. ASTRID FALLS
  3. DEAD FOR A DAY
  4. DYING FOR THE SUN
  5. TO THE CALLING OF BLOOD AND DREAMS
  6. THE MATH OF THE MYTH
  7. CRAWLING FROM VALIDITY
  8. THE WEDLOCK OBSERVATION
  9. THE INHERITANCE

Line up

  • Dan Swanö: vocals, drums and keyboards
  • Ragnar Widerberg: guitars and bass

Voto medio utenti

Ah, Dan Swanö, quanti dolci ricordi di gioventù rievochi in me…
Forse non saremo ai livelli della Pamelona col suo bikini rosso che corre in slow motion nell’immortale sigla di Baywatch, ma poco ci manca.
Ho sempre ritenuto il paffuto polistrumentista, singer e producer svedese un genio assoluto, in grado di esplorare con profitto svariate branche della nostra musica prediletta e di imprimere il proprio distinguibilissimo marchio di fabbrica in ognuno dei suoi innumerevoli lavori.
Così, quando si è prospettata la chance di recensire il debut del suo ultimo progetto, dal suggestivo nome di Witherscape, ho colto l’opportunità al volo. Scoprirete a breve quanto avveduta si sia rivelata tale scelta…

Prima, un modicum di contestualizzazione: la band, oltre al già citato Swanö (che si occupa di vocals, batteria e keyboards), annovera tra le propria fila il chitarrista e bassista Ragnar Widerberg; i due, amici di vecchia data, decidono di dare forma compiuta ai tanti spunti compositivi e alle idee maturate insieme, creando quindi questo The Inheritance. Possiamo poi citare, quale membro occulto del combo, Paul Kuhr dei Novembers Doom (gruppo valido quanto sconosciuto ai più: vi consiglio di ripescarli!), cui è stato assegnato il compito di confezionare le lyrics, sviluppando un concept già abbozzato dai due “titolari”.

Abbiamo quindi a che fare con un’avvincente, se non proprio originale, avventura, di cui non intendo svelare troppo: vi basti sapere che le vicende narrate si svolgono in Svezia, a fine ’800. Il protagonista viene informato dal proprio legale che, a seguito del trapasso di alcuni suoi familiari, ha ottenuto in eredità una magione. Non avendo mai ricevuto notizia di quel misterioso luogo, l’uomo vi si reca; una volta lì, come potrete immaginare, strani accadimenti inizieranno a verificarsi…
Insomma: un bel concept vecchio stile, molto prossimo agli stilemi narrativi di Sua Maestà King Diamond (sempre sia lodato), la cui atmosfera viene sublimata dal suggestivo artwork ad opera di Travis Smith (sempre sia lodato anche lui).

Dopo la messe d’informazioni di contorno, credo sia infine giunto il momento di parlare di musica nel senso più proprio del termine, no?
Presto fatto: The Inheritance è un album stupendo. Per quanto mi riguarda non assurge al rango di capolavoro assoluto, ma stiamo comunque parlando dell’ennesima perla di un artista impareggiabile. Un album vario, sorprendente e ricco.

La prima traccia riesce subito a catturare l’attenzione dell’ascoltatore grazie alle azzeccate sonorità death metal intrise di melodia; il nostro Dan ci delizia alternando il suo corposo growling alle classiche clean vocals calde ed espressive. Un agile break conduce poi a una fase soffusa alla Opeth, che sfuma per lasciar nuovamente spazio alla melodia portante. Ottimo inizio.
La gemma, tuttavia, giunge col secondo brano, Astrid Falls: il riff d’apertura è assolutamente magico: epico e malinconico al tempo stesso, mi ha addirittura ricordato quello di Falling Snow (mia canzone favorita dei magistrali Agalloch). Tutto il pezzo, comunque sia, è superbamente strutturato e arrangiato, e si snoda lungo i solchi di un death prog venato di nostalgia. Miglior pezzo di The Inheritance e, a mio avviso, uno dei migliori di questo scorcio di 2013.
La qualità si mantiene vertiginosa con Dead for a Day, terza song in scaletta, chiaramente reminiscente degli Edge of Sanity periodo Infernal, disco tanto bello quanto sottovalutato (forse anche a causa del pessimo artwork di copertina).
La successiva Dying for the Sun è spiazzante nella sua alternanza fra momenti più tipicamente metal (in alcuni frangenti, addirittura, sembra di sentire i Pantera) e altri di soffuso prog crepuscolare, con eleganti parentesi strumentali in grado di rievocare nientemeno che Moontower, indimenticabile progetto solista di Swanö. Ennesimo highlight dell’album.

Simili sensazioni suscitano le successive To the Calling of Blood and Dreams, The Math of the Myth (altro gioiello) e The Wedlock Observation, perennemente in bilico tra raffinatezza e aggressione, con un calibro e una qualità che stupiscono ad ogni ascolto.
Forse un pelo meno incisive Crawling from Validity e la strumentale title track (breve outro per pianoforte), ma non mi sembra il caso di lamentarsi, no?

Per chi volesse esagerare, segnalo da ultimo che The Inheritance sarà altresì disponibile in limited edition, grazie alla quale potrete gustare due appetitose bonus track (The Last Rose of Summer dei Judas Priest e A Cry for Everyone dei Gentle Giant). Oltre a ciò, avrete la possibilità d’immergervi ancor più nel concept, grazie a un libretto di ben 32 pagine in cui la vicenda viene narrata in prosa (sempre ad opera del succitato Paul Kuhr).

Bravo Dan: anche se, come la Pamelona Anderson, sei un po’ invecchiato e ingrassato, non hai perso un’oncia del tuo incommensurabile talento. Complimenti davvero.
Recensione a cura di Marco Cafo Caforio

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 28 lug 2013 alle 10:57

I vecchi dischi degli edge of sanity erano assolutamente geniali, anche se un filo troppo progressive per i miei gusti, specie nelle strutture. I lavori coi Nightingale interessanti per quanto "diversi". Quindi mi accosto con una certa curiosità a quest'opera sapendo che i testi sono del grande Paul Kuhr (e sembra ci siano anche parti vocali registrato dal growler americano)

Inserito il 28 lug 2013 alle 00:28

Era ora che tornasse! S P E T T A C O L O!

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