Ho sempre avuto una certa ritrosia nei confronti delle ristampe, perché da “fervido” collezionista mi cerco sempre le prime edizioni (anche quando non ce ne sarebbe bisogno sottolinea la mia signora) e soprattutto non mi sono mai piaciute le edizioni in cui si accorpano un paio d’album, perché mi hanno sempre dato l’impressione dell’accattonaggio puro da parte delle labels che le mettono in atto … Questa ristampa a cura della FDA Rekotz non fa eccezione e per di più riguarda un gruppo tutt’altro che fondamentale … I tedeschi Golem infatti rappresentano perfettamente il morbo del “vorrei ma non posso” che attanaglia moltissime bands … Vorrei prender eispirazione dai miei idoli per poi evolvere il sound in qualcosa di personale e finisco per risultare (quasi) una clone band … Se prendete il primo dei due albums in questione
“Eternity – The Weeping Horizons” avrete la spiacevole sensazione di trovarvi di fronte ad una cover band dei
Carcass che cerca di far passare come frutto della propria ispirazione dei brani che chiaramente non gli appartengono … Prendete
“Dedication” o
“Emotionally Astray” , piuttosto che
“The Fall” e potreste “giocare” a piazzarle al posto di questa o quella song nelle tracklist di
“Heartwork” e (soprattutto)
“Necroticism Descanting The Insalubrious” con il solo effetto di abbassare enormemente il livello qualitativo dei suddetti album. Ci sono anche dei momenti come nell’opener
“Throne Of Confinement” ,
“Message From The Past” o la conclusiva
“Beyond The Future Skies” dove la band, guardando oltreoceano cerca di acquisire un po’ più di personalità aggiungendo qualche sfuriata qua e la, ma l’impressione scompare presto e in men che non si dica si torna all’amata base madre … Disco inutile come inutile può essere un album di cover … Vendendo all’altro album
“The 2nd Moon” il discorso non cambia di molto, c’è solo un leggero accenno in più alla melodia, qualcosina in più derivato dall’infinito filone del melodic death metal svedese e poc’altro. Per completezza d’informazione segnaliamo che gli album sono stati rimasterizzati da Andreas Hilbert e l’artwork (banalotto) è opera di Mark Cooper. Insomma se i Golem non erano nessuno all’epoca, e se non sono riusciti a guadagnarsi un po’ d’attenzione neanche con l’appoggio della potentissima Nuclear Blast quando uscì il loro terzo album
“Dreamweaver” , non vedo come potranno attirare la vostra attenzione con la fiera della banalità riproposta su forma di doppio album. Se siete miliardari e trovate quest’album al prezzo di un caffè fateci un pensierino, in qualsiasi altro caso lasciate perdere e prendetevi un bel caffè …
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