Copertina 6

Info

Genere:Death Metal
Anno di uscita:2004
Durata:33 min.
Etichetta:Xtreem

Tracklist

  1. DANTESQUE LANDSCAPE OF A HELL
  2. IN ADVANCED STATE OF DECOMPOSITION
  3. HAMMER MASSACRE
  4. CANNIBAL SEMEN
  5. GARDEN OF MUTILATION
  6. MAGGOTS UNDER SKIN
  7. NECRORGANIC INGESTION
  8. LOST, TIRED & FORGOTTEN
  9. EMPIRE IN DECADENCE

Line up

  • Oscar: vocals
  • Harold: guitars
  • Ismael: guitars
  • Luis Garrido: bass
  • Santi: drums

Voto medio utenti

Il demo degli spagnoli Visceral Damage, “The Feast Of Flesh”, era quello che più mi aveva impressionato l’anno scorso, per via della sua potenza, dell’esecuzione chirurgica e devastante che sapeva mettere insieme Immolation ed Incantation. All’epoca circolava già la notizia di un futuro full-lenght, che vede la luce quest’anno sotto forma di questo “Garden Of Mutilation”, ed espressi l’augurio di avere una conferma dalla band.
Ebbene questa conferma non c’è stata. Le ragioni di ciò vanno ricercate da una parte nell’incapacità della band si saper progredire senza usare trucchetti da neofiti, si perché dovete sapere che questo “Garden Of Mutilation” ha una produzione per certi versi addirittura peggiore del demo, e nulla mi toglie dalla testa che ciò è stato fatto dalla band per ottenere l’effetto “palude”, sia sul sound sia sulle vocals del singer Oscar, e dall’altra parte ciò ha ovviamente fatto perdere in potenza al sound che ora è più caotico, meno affilato e chirurgico, insomma siamo di fronte ad una involuzione.
La prova provata di ciò che dico sta nel disco stesso, perché la band ha inserito ben due pezzi provenienti dal demo, ovvero la mostruosa “Cannibal Semen” e “Maggot Under Skin”, ascoltando le quali è facile accorgersi della differenza.
Tuttavia le qualità tecniche ci sono tutte e la brutalità non difetta, anche se dal punto di vista del songwriting è forse aumentata la velocità d’esecuzione ma è di certo diminuita la precisione e l’impatto. A volte non c’è bisogno di dare tanti colpi a casaccio, ne bastano pochi ma assestati bene per stendere l’ascoltatore. Così facendo la band ora è una delle tanti brutal death metal band che persino in Spagna hanno attecchito, dove comunque regnano incontrastati i monolitici Wormed, e ha perso quei riferimenti agli Immolation e agli Incantation (anche se c’è da dire che comunque il platter è abbastanza oscuro) che avevano fatto del demo un piccolo gioiello, e che qui sono affogati in un pastone paludoso e putrido.
Disco nella media e che farà la felicità degli amanti della brutalità, ma per quel che mi riguarda i Visceral Damage sono rimandati.
Recensione a cura di Luigi 'Gino' Schettino

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