Copertina 8

Info

Anno di uscita:2004
Durata:65 min.
Etichetta:Adipocere
Distribuzione:Masterpiece

Tracklist

  1. MALUS VIVENDI PART 1 (INTRO)
  2. KILL LIFE
  3. ALONE
  4. HOUSE OF NOSTALGIA
  5. MALUS VIVENDI PART 2 (INTERMEZZO)
  6. LOVE'S BURIAL GROUND
  7. SLAVE TO NAGATIVITY
  8. FORGOTTEN TOMB MMIII
  9. MALUS VIVENDI PART 3 (OUTRO)

Line up

  • Herr Morbid: vocals, guitars, bass
  • Algol: bass
  • Razor Sk: guitars
  • Asher: drums

Voto medio utenti

Considero i Forgotten Tomb una delle realtà più affermate ed interessanti del panorama italico e, a giudicare dalle recensioni e dai voti che ho potuto rilevare sulla rete, anche all'estero in molti se ne sono accorti. "Love's Burial Ground" si propone come naturale continuazione dello stile e delle intenzioni della band, senza rinnegare quanto fatto in passato. L'inquietante intro fa subito presagire qualcosa di sinistro, che però tarda ad arrivare. Anche l'opener "Kill Life" inizia con un lento e tetro arpeggio di chitarra, prima di esplodere in un veloce black metal sullo stile dei precedenti album. Le canzoni sono molto dinamiche, non sto neanche a sottolineare l'enorme alternanza tra momenti violenti e partiture più contenute... quello che però rende i Forgotten Tomb una band unica (attualmente l'unica realtà che può tenere testa ai nostri è quella di Marco Kehren e dei suoi Deinonychus... un'altra terribile creatura che vale la pena di ascoltare) sono le variazioni di umore che si respirano lungo le composizioni, e che rendono l'ascolto confusionario, a tratti ubriacante. Non che per il resto ci si trovi davanti ad un album di facile assimilazione: le sperimentazioni vocali di un Herr Morbid sempre più filtrato non danno scampo tenendosi sempre in agguato, anche nei momenti che parrebbero lasciare più spazio agli altri strumenti. Le tracce vere e proprie (escludendo quindi gli intermezzi) sono tutte molte lunghe ed intricate, aprendo spesso e volentieri spazio ad un doom particolarmente depressivo, che più di una volta si rende straziante. L'inizio di "Alone" dimostra che i Forgotten Tomb hanno imparato molto bene la lezione dei Katatonia e degli Anathema: un riffing avvolgente, una melodia malinconia, il basso a pulsare in evidenza, un drumming semplice e leggero sono tutto quello che occorre per andare a colpire direttamente dritto al cuore dell'ascoltatore! Un filo diretto che continua a tornare per tutto il resto del lavoro... coinvolgente, lacerante. Un'altra ottima prova ad opera di Herr Morbid, autentico maestro della negatività made in Italy.
Recensione a cura di Alessandro 'Ripe' Riperi

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