Copertina 7,5

Info

Anno di uscita:2005
Durata:44 min.
Etichetta:Listenable
Distribuzione:Audioglobe

Tracklist

  1. SWARM OF TERROR
  2. OUR SAVIOR SLEEPS
  3. CHALLENGE THE STORM
  4. HARNESSING RUIN
  5. DEAD TO ME
  6. SON OF INIQUITY
  7. MY OWN ENEMY
  8. CROWN THE LIAR
  9. AT MOURNING TWILIGHT

Line up

  • Ross Dolan: bass, vocals
  • Robert Vigna: guitars
  • Steve Shalaty: drums
  • Bill Taylor: guitars

Voto medio utenti

Con un paio di mesi di ritardo rispetto alle attese anche gli Immolation mettono fuori il naso dallo studio di registrazione e presentano il loro ultimo lavoro ai loro fans. Il prezioso dischetto a nome "Harnessing Ruin" si dimostra all'altezza del suo predecessore "Unholy Cult" e ne rappresenta una naturale evoluzione, una efficace dimostrazione degli sforzi prodotti dalla band nella ricerca e nel perfezionamento di uno stile che possa essere contemporaneamente personale e facilmente assimilabile da chiunque apprezzi la nostra cara musica estrema. Ci troviamo di fronte dunque a nove pezzi di notevole impatto, nervosi e violenti nel loro incedere ma meno caotici che in passato, dove la componente grind passa leggermente in secondo piano a favore di possenti stacchi cadenzati, spesso in doppia cassa, sui quali poggiano riffs dal peso specifico devastante. La "melodia" ritmica delle chitarre, pur continuando a strizzare l'occhiolino ai Morbid Angel, incomincia ad essere decisamente riconoscibile e personale, e questa considerazione può essere tranquillamente estesa anche per l'aspetto solista delle canzoni In mezzo a questo magma ribollente spuntano anche alcune dissonanze e diversi passaggi vagamente ipnotici che arricchiscono, diversificano e caratterizzano meglio rispetto agli album precedenti le varie songs ("Dead To Me" e la titletrack forniscono un buon esempio in merito). Ciò che invece non è cambiata negli anni è la voce catacombale di Ross Dolan, che sembra provenire da un cratere che trova sbocco direttamente nel mezzo dei peggiori gironi dell'inferno. Se a tutta questa grande abbuffata aggiungiamo anche una produzione pulita e brutale ed il fatto che, diversamente da "Unholy Cult", tutti i pezzi composti abbiano un loro significato e nessuno di loro sia presente come riempitivo per aumentare la durata dell'album, otteniamo quello che forse è il lavoro migliore degli Immolation dai tempi di "Dawn Of Possession". In due parole: da avere!!!
Recensione a cura di Roberto 'Robbyy' Corbatto

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