I
Perseus provengono da Brindisi, da un terra calda e solare qual è la Puglia, ed arrivano, dopo soli tre anni dalla formazione, a questo primo full-length intitolato
"The Mystic Hands Of Fate" con Nadir Music di
Tommy Talamanca e
Trevor (due mitici membri dei nostrani Sadist). La sensazione che questo breve lasso di tempo intercorso fra la fondazione del gruppo e l'incisione del debut sia stato troppo breve, una fretta che non ha dato i risultati sperati. Il genere proposto dai nostri compatrioti è il classico power metal di stampo italico, quello che si poteva ascoltare in grandi quantità nel decennio scorso e al quale pochi sono sopravvissuti. Inutile citare le band alle quali si ispirano od assomigliano i
Perseus, l'elenco sarebbe infinito. Potremmo solamente nominare come base i miti del metallo, fra cui Iron Maiden e Judas Priest, per poi collegarli ai tradizionali emblemi del power, Helloween, Gamma Ray, Labyrinth e via dicendo. Come si potrebbe immaginare alla base del sound del combo brindisino vi sono quintali di melodie, motivetti orecchiabili, chorus accattivanti e una voce in pulito che domina la scena, in questo caso quella di
Antonio Abate, che non convince interamente nella sua prova, sia per tecnica che per pronuncia dell'inglese. Non siamo però nel territorio dell'eccessivamente disastroso, le basi per un'evoluzione ci possono essere. La negatività del disco dei
Perseus sta con tutta probabilità nell'inesperienza e nella frettolosità con cui hanno voluto immortalare la propria arte su compact disc. Drammatizzare non è quindi necessario, l'abilità nel songwriting è presente, gli arrangiamenti sono di buona qualità, alcuni momenti piacevoli distraggono e fanno dimenticare le molte sbavature presenti, con un po' più di pazienza i
Perseus potrebbero creare una proposta di maggior pregio, magari accantonando la spregiudicata inclinazione power ed inserendo qualche altro elemento metal od inconsueto. La produzione è da citare, di buona qualità ed anche la partecipazione nel ruolo di tastierista di Tommy Talamanca si fa apprezzare. Fra i pezzi da annoverare vi sono la rockeggiante
"Icarus Creed", nella quale i Perseus mostrano le loro radici classic metal (soprattutto maideniane), le melodie di
"Devil In Disguise", il basso ed il bel riffing di
"Dark Side O' Mine", il chorus di
"The Island", l'emotività della ballad
"I'll Be Alone", le ultime due tracce,
"The Tears of Saturnus" e
"My Wicked Love to Rest", palesano ancora una volta il debito del gruppo pugliese verso l'heavy tradizionale. Scelta strana invece quella di scegliere uno dei brani meno riusciti per il primo video, cioè
"Memories".
Al termine di
"The Mystic Hands Of Fate" si è oramai capita qual è la proposta dei
Perseus, ci auguriamo che i ragazzi perseverino nel loro obiettivo e fra 2/3 anni (non prima) di poterli giudicarli definitivamente.
Video di "Memories"
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