Copertina 8

Info

Genere:Black Metal
Anno di uscita:2015
Durata:48 min.
Etichetta:Season of Mist

Tracklist

  1. REPULSION
  2. REQUIEM
  3. EINKEHR
  4. VERBUND
  5. EISWANDERER
  6. LETZTE SONNE

Line up

  • Nikita Kamprad: Guitars, Vocals
  • Tobias Schuler: Drums
  • Sascha Rissling: Guitars
  • Giuliano Barbieri: Bass

Voto medio utenti

Un inizio arpeggiato, dai toni pacati, quasi soffici ed una voce pulita e distante che, come una nenia, recita liriche rigorosamente in tedesco.
Poi l'esplosione del gelido black metal.
Si presenta così "Stellar", quarto lavoro dei Der Weg Einer Freiheit, primo per Season of Mist, in modo inaspettato, sorprendente e, se vogliamo, spiazzante.
E questo album, per chi come me conosce ed ama il gruppo, spiazzante lo è davvero.
Violentissimo, freddo, duro ai limiti del parossismo.
Nikita Kamprad, leader del gruppo che in questa occasione si occupa anche delle vocals oltre che di suonare la chitarra, a parte i primi minuti, urla disperato lungo tutto il disco, la sezione ritmica, forse eccessivamente triggerata, quasi sempre è incontrollata, le sei corde sono lame che lacerano la pelle.
Intorno solo buio, vento e gelo.

Ma, pian piano, quasi in modo sorprendente, ancora, viene fuori il fascino.
La patina di melanconia, tratto distintivo del gruppo, si stende sulla musica avvolgendola di un sapore amaro e di una tristezza tipicamente autunnale, i brevi momenti di respiro, incastrati tra la ferocia delle partiture black, ti fanno viaggiare senza una meta precisa con la sensazione che tutto sia perso e che non resti altro che piangere.

E poi ci sono le melodie.

Semplicemente strazianti nella loro assoluta semplicità e nel loro saper essere evocative e tristi al tempo stesso come accade in gioielli come "Einkher" o "Eiswanderer" e comunque in tutti i brani di un album che, lentamente ma inesorabilmente, ti si ficca nell'anima, la lacera e la lascia sola e a pezzi.
"Stellar" è un lavoro cupo, capace di confermare il talento di un gruppo a mio avviso unico nel panorama estremo mondiale.
Un gruppo che viene inserito nel filone "melodico" del black metal ma che invece scrive musica devastante e senza compromessi, ma talmente ricca di sfumature emozionali che è "facile" coglierne qual tratto melodioso che ne rivela la profondità.
Sono certo che questo album debba essere ascoltato molte volte prima di essere capito. La sua glacialità potrebbe spaventare, la sua furia potrebbe confondere... abbiate però pazienza, lasciate che la musica vi si pari d'innanzi per quello che realmente è: semplice, algida, emozionante perfezione.

Una perfezione, badate bene, annichilente.

Recensione a cura di Beppe 'dopecity' Caldarone

Ultime opinioni dei lettori

Non è ancora stata scritta un'opinione per quest'album! Vuoi essere il primo?

Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 17 apr 2015 alle 22:58

A proposito di black tedesco, qualcuno sa dirmi se quei bricconi degli Eis sono ancora vivi? Pare che quest'autunno esca un disco nuovo! Nei prossimi giorni ascolto "Stellar", ma tanto so già che sarà il mio disco black metal dell'anno.

Inserito il 03 apr 2015 alle 14:16

Recensione da sottoscrivere in pieno, peccato solo per il voto, troppo risicato... Il disco dell'anno non può essere solo da 8 ;-) (calcolando che Abhor hanno preso 8,5...) Beh io sono risicato nei voti. :-) Preferisco i risicati ai "manica larga" ... Cmq sai che c'è? Adesso lo rimetto su...

Inserito il 03 apr 2015 alle 14:01

Recensione da sottoscrivere in pieno, peccato solo per il voto, troppo risicato... Il disco dell'anno non può essere solo da 8 ;-) (calcolando che Abhor hanno preso 8,5...) Beh io sono risicato nei voti. :-)

Queste informazioni possono essere state inserite da utenti in maniera non controllata. Lo staff di Metal.it non si assume alcuna responsabilità riguardante la loro validità o correttezza.