Copertina 6

Info

Anno di uscita:2015
Durata:47 min.
Etichetta:Gain Music

Tracklist

  1. BEFORE I DIE
  2. HOUSE OF CARDS
  3. THE GREATEST
  4. CRACK IN THE WALL
  5. (WAY THE HELL) BABY
  6. EVERYTHING
  7. STOP
  8. NEED TO BELIEVE
  9. ALIVE
  10. LIFE WITHOUT YOU
  11. CREATOR AND BREAKER
  12. BORDERLINE

Line up

  • Jakob Samuel: vocals
  • Henrik Bergqvist: guitars
  • Johan Flodquist: bass
  • Christian Lundqvist: drums

Voto medio utenti

Continua il percorso di “ammodernamento” dei The Poodles e proseguono contestualmente pure le mie perplessità.
E non si tratta di una questione di “scelta di campo”, dacché, pur dovendo mio malgrado ammettere qualche sporadico rigurgito “nostalgico” (che volete farci … l’età è quella che!), sono ampiamente favorevole alle operazioni di rinnovamento sonoro, qualora sostenute dalla necessaria disinvoltura e da un’imprescindibile dotazione ispirativa.
Nel caso in cui, però, tal esercizio si realizzi attraverso l’artefatto sforzo riproduttivo di chartbuster come U2, Coldplay e Muse (“The greatest”, “Stop”) oppure tentando addirittura di attrarre i sostenitori di Maroon 5 e quelli di, ehm, Christina Aguilera e Britney Spears (“Way the hell baby”), la faccenda comincia ad assumere contorni abbastanza “allarmanti”.
Ok, magari ho esasperato leggermente i termini della faccenda, mentre non credo di esagerare se affermo che “Devil in the details” è complessivamente un albo piuttosto fiacco e manieristico, ben lontano dal dinamismo e dalla verve dimostrata in passato dalla band svedese, seppur in contesti maggiormente “tradizionali”.
A scanso di equivoci, non tutto il programma è da biasimare, grazie all’intervento di taluni gradevoli anthem di hard melodico poppizzato e attualizzato (“Before I die”, “House of cards”, “Everything”, “Life without you”, “Creator and breaker”, “Borderline”), talora caratterizzati da suggestivi tocchi esotici (“Crack in the wall” e la Zeppelinesca “Need to believe”) e da qualche intrigante bagliore di natura synth-wave (“Alive” che a tratti mi ha vagamente ricordato certe cose dei Korn più “commerciali”), e ciò nonostante, soprattutto tenendo conto dei mezzi tecnici e della “storia” dei The Poodles, il tutto appare come una magra consolazione.
L’ipotesi di aver perso definitivamente un importante protagonista della “scena”, a questo punto, comincia a farsi mestamente concreta … come si dice, la speranza (che non accada) è l’ultima a morire, ma è anche vero che chi visse sperando morìecc. ecc. ...
Recensione a cura di Marco Aimasso

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Ultimi commenti dei lettori

Inserito il 29 apr 2015 alle 20:18

a me è piaciuto *__*

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